Roma, 3 gennaio 2026 – Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha seguito con grande attenzione e preoccupazione gli ultimi sviluppi legati all’attacco americano in Venezuela, avvenuto nelle prime ore di questa mattina. Fonti interne al Pd raccontano che Schlein ha parlato al telefono con il ministro degli Esteri Antonio Tajani per esprimere le sue preoccupazioni sull’escalation in corso. La situazione, ancora molto fluida, sta scatenando reazioni trasversali nel panorama politico italiano.
Venezuela: cresce la tensione, preoccupazione a Roma
Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio, le forze armate statunitensi hanno lanciato un’operazione contro alcune infrastrutture strategiche vicino a Caracas. L’attacco, confermato dal Pentagono poco dopo le 4 del mattino ora italiana, ha riacceso le tensioni internazionali intorno al governo di Nicolás Maduro. In Italia, la segretaria dem ha seguito gli aggiornamenti in diretta dalla sede nazionale di via Sant’Andrea delle Fratte, convocando il suo staff poco dopo l’alba. “Siamo molto preoccupati per le conseguenze che questa azione potrebbe avere sulla popolazione civile e sulla stabilità della regione”, avrebbe detto Schlein ai suoi collaboratori.
Schlein-Tajani, un confronto diretto sulla crisi
La telefonata tra Schlein e Tajani è arrivata intorno alle 8:30 di stamattina. Fonti vicine alla segretaria riferiscono che la conversazione è durata circa venti minuti. Schlein ha chiesto al ministro degli Esteri di “tenere sotto stretto controllo” l’evolversi della situazione e di aggiornare rapidamente il Parlamento sulle possibili ripercussioni per l’Italia e per l’Unione Europea. Tajani, dicono dalla Farnesina, ha rassicurato Schlein sull’impegno del governo a mantenere prudenza e a lavorare a stretto contatto con gli alleati europei.
Reazioni politiche: tra preoccupazione e inviti alla calma
L’attacco americano in Venezuela ha subito scatenato una serie di reazioni tra i partiti italiani. Oltre al Pd, anche il Movimento 5 Stelle ha espresso “forte preoccupazione” per l’escalation militare, chiedendo un intervento urgente delle Nazioni Unite. Dall’opposizione, invece, la Lega ha invitato a “non cedere a facili allarmismi”, sottolineando la necessità di proteggere gli interessi italiani nella regione. In Parlamento, intanto, diversi deputati hanno chiesto la convocazione di una seduta straordinaria delle commissioni Esteri.
La comunità italiana in Venezuela nel mirino
Sono circa 140 mila gli italiani che vivono in Venezuela, soprattutto a Caracas, Maracaibo e Valencia, secondo i dati del Ministero degli Esteri. La Farnesina ha messo in piedi una task force per seguire la sicurezza dei connazionali e garantire assistenza consolare se necessario. “Siamo in contatto costante con ambasciata e consolati”, spiega un funzionario del ministero. Al momento non risultano italiani feriti, ma la situazione resta incerta. Diverse famiglie hanno già chiesto informazioni su possibili piani di evacuazione.
Diplomazia in movimento: l’Europa cerca una linea comune
A livello internazionale, l’Unione Europea ha convocato una riunione d’urgenza dei ministri degli Esteri per discutere una risposta unitaria agli eventi in Venezuela. Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha detto che “l’uso della forza non è la strada da seguire”, invitando tutte le parti a tornare al dialogo. In Italia, Schlein ha ribadito la necessità di “un approccio multilaterale e nel rispetto del diritto internazionale”, posizione condivisa anche da altri leader dell’opposizione.
La crisi resta aperta: attesa per nuovi sviluppi
Nelle prossime ore si aspettano aggiornamenti da Washington e da Caracas. Il governo italiano segue con attenzione la crisi, mentre il Pd, attraverso la voce di Schlein, chiede “trasparenza e responsabilità” nelle scelte diplomatiche. Solo allora si potrà capire quale piega prenderà il conflitto venezuelano e quali saranno le conseguenze per l’Italia e per l’Europa.
