Washington, 3 gennaio 2026 – Donald Trump ha bloccato la vendita di un’azienda di chip per 2,9 milioni di dollari, firmando un ordine esecutivo che punta a smantellare l’accordo, definito una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. La decisione, annunciata ieri sera dalla Casa Bianca, riguarda la cessione delle linee produttive di wafer e chip di Emcore Corp., società californiana, alla meno conosciuta HieFo Corp.. L’operazione, conclusa nel maggio 2024 sotto l’amministrazione Biden, era passata quasi inosservata fino a oggi.
Trump ferma la vendita: “Tecnologie a rischio”
Nel testo dell’ordine, Trump cita “prove credibili” che avrebbero rivelato come il proprietario di HieFo sia un cittadino della Repubblica Popolare Cinese. Secondo la Casa Bianca, questo espone “tecnologie sensibili” a rischi di trasferimenti non autorizzati. L’accordo prevedeva il passaggio a HieFo di attività per un totale di 2,92 milioni di dollari, inclusi circa un milione di passività a carico dell’acquirente.
La vicenda riporta sotto i riflettori una transazione che fino a ieri era passata quasi inosservata. Ma con l’amministrazione Trump che stringe la morsa sugli investimenti stranieri in campo tecnologico – e soprattutto quelli legati alla Cina – la situazione è cambiata in fretta. “Non possiamo rischiare con tecnologie strategiche”, ha detto un funzionario del Dipartimento del Commercio, lasciando intendere che la stretta continuerà.
Chi c’è dietro l’accordo
HieFo Corp. è stata fondata da Genzao Zhang e Harry Moore. Zhang, ex vicepresidente ingegneristico di Emcore, è diventato amministratore delegato della nuova società. Dopo la chiusura dell’accordo, Zhang aveva promesso di “portare avanti soluzioni innovative e dirompenti”, puntando anche sull’intelligenza artificiale.
I documenti ufficiali mostrano che il team di dipendenti con sede ad Alhambra, California, avrebbe mantenuto il controllo operativo. Ma le indagini del Committee on Foreign Investment in the United States (CFIUS) hanno sollevato dubbi sulla reale indipendenza gestionale e sul possibile trasferimento all’estero di competenze chiave.
180 giorni per cedere la tecnologia
L’ordine di Trump dà a HieFo 180 giorni per vendere la tecnologia acquisita da Emcore. Se non lo farà, scatteranno sanzioni e azioni legali. “La sicurezza degli Stati Uniti viene prima di tutto”, ha detto il presidente in una breve dichiarazione davanti alla Casa Bianca. Non sono stati forniti dettagli su chi potrebbe acquistare la tecnologia o su come si svolgerà la cessione.
Fonti vicine alla società raccontano che HieFo sta valutando diverse opzioni, tra cui la vendita a investitori americani o a fondi di paesi alleati. “Stiamo cercando una soluzione che protegga posti di lavoro e interessi tecnologici americani”, ha detto un portavoce, senza entrare nei particolari.
Lo scontro Usa-Cina sui chip si fa duro
Il caso si inserisce in un clima di forte tensione tra Washington e Pechino sul controllo delle filiere dei semiconduttori. Negli ultimi anni, gli Stati Uniti hanno stretto le regole sulle esportazioni di tecnologie avanzate verso la Cina e aumentato i controlli sugli investimenti cinesi nelle aziende americane del settore.
Gli esperti vedono nel caso Emcore-HieFo solo l’ultimo di una serie di interventi governativi per proteggere competenze considerate strategiche. “Il rischio è che si crei incertezza tra le startup e le piccole imprese innovative”, ha commentato Mark Liu, esperto di geopolitica industriale al MIT.
Reazioni e cosa succederà
Sul piano politico, la mossa di Trump ha raccolto consensi bipartisan. “La sicurezza nazionale non si mette in discussione”, ha detto il senatore repubblicano Tom Cotton. I democratici, invece, chiedono “più trasparenza” sulle decisioni del CFIUS.
Intanto, i dipendenti della sede californiana aspettano di capire cosa succederà. Secondo alcune testimonianze raccolte ad Alhambra, l’incertezza pesa soprattutto sui tecnici che lavorano sui progetti di intelligenza artificiale. “Speriamo solo che non si perda tutto il lavoro fatto finora”, ha confidato un ingegnere storico del gruppo.
Il caso è aperto e potrebbe segnare una svolta per le future operazioni nel settore dei chip negli Stati Uniti.
