Kyiv, 3 gennaio 2026 – Ieri sera, nel suo consueto discorso trasmesso sui social alle 21 ora locale, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato una svolta importante. Ha deciso di cambiare il vertice del ministero della Difesa, sostituendo Denys Shmyhal con Mykhailo Fedorov, attuale responsabile della Trasformazione digitale. Una scelta che, almeno nelle parole del capo dello Stato, punta a dare un peso maggiore alla tecnologia nella difesa nazionale, proprio mentre la tensione al confine orientale continua a salire.
Difesa, cambio al vertice: cosa c’è dietro la mossa di Zelensky
Nel suo messaggio su Telegram e Facebook, Zelensky non ha spiegato nel dettaglio perché ha scelto di cambiare ministro. “Mykhailo è molto coinvolto nelle questioni relative ai droni e sta lavorando con grande efficacia alla digitalizzazione dei servizi pubblici”, ha detto il presidente. L’idea sembra chiara: la guerra con la Russia richiede oggi competenze diverse rispetto al passato. Nessuna parola, invece, sulla fine della breve esperienza di Shmyhal al ministero, arrivato solo pochi mesi fa dopo una serie di rimpasti.
Mykhailo Fedorov, il ministro più giovane per una Difesa digitale e hi-tech
A 34 anni, Fedorov è uno dei volti più innovativi del governo ucraino. Nato a Zaporizhzhia e laureato in management, è entrato nel governo nel 2019 come ministro per la Trasformazione digitale. Ha guidato progetti come Diia, la piattaforma che permette ai cittadini di accedere online a documenti e servizi pubblici. Negli ultimi mesi, però, si è fatto notare soprattutto per il coordinamento delle operazioni con i droni, sia in campo civile che militare. “La guerra si combatte anche con i dati e la tecnologia”, aveva detto in un’intervista a Ukrainska Pravda lo scorso novembre.
Reazioni a Kyiv: sorpresa e qualche dubbio sul nuovo corso
La notizia del cambio di ministro ha preso alla sprovvista molti a Kyiv. Fonti parlamentari raccontano che il premier Denys Shmyhal – omonimo ma senza legami familiari con il ministro uscente – ha saputo della decisione solo poche ore prima dell’annuncio. Tra i deputati della maggioranza non mancano perplessità sull’affidare la Difesa a un profilo giovane e senza esperienza militare diretta. Dall’altra parte, però, c’è chi sottolinea come la guerra abbia già cambiato profondamente il modo di comandare e combattere. “Non si tratta più solo di trincee, ma di reti informatiche e sistemi autonomi”, spiega un consigliere presidenziale sotto anonimato.
Guerra ibrida e tecnologia: il nuovo volto della Difesa ucraina
Questo cambio arriva in un momento delicato. Negli ultimi mesi, le forze armate ucraine hanno aumentato l’uso dei droni per ricognizioni e attacchi mirati oltre confine. Secondo il ministero della Difesa, solo a dicembre sono stati impiegati più di 400 velivoli senza pilota nelle zone di Kharkiv e Zaporizhzhia. La digitalizzazione è diventata fondamentale anche per contrastare le campagne di disinformazione e gli attacchi informatici attribuiti a Mosca. “Serve una guida che sappia unire tecnologia e strategia”, ha ribadito Zelensky nel suo discorso.
Il passo successivo: il voto del Parlamento
Ora la nomina di Fedorov deve passare alla prova della Verkhovna Rada, il parlamento ucraino, che potrebbe votare già nei prossimi giorni. Secondo le prime voci raccolte tra i deputati della coalizione di governo, non si prevedono grandi ostacoli. Resta però da chiarire chi farà parte della nuova squadra ministeriale e quali saranno le deleghe operative del nuovo ministro. “Siamo pronti a sostenere ogni iniziativa che rafforzi la sicurezza nazionale”, ha detto il capogruppo del partito Servitore del Popolo.
Un segnale forte per l’estero e per i cittadini
La scelta di puntare su Fedorov viene letta anche come un messaggio rivolto agli alleati occidentali e alla società civile ucraina. In un momento in cui si chiedono sempre più trasparenza e innovazione nella gestione pubblica, Zelensky sembra voler accelerare sulla modernizzazione delle istituzioni. Nei prossimi mesi si vedrà se questa spinta digitale si tradurrà in risultati concreti, sul campo e nella fiducia della gente. Per ora, la partita è aperta.
