Corte suprema del Venezuela nomina Rodriguez presidente ad interim

Corte suprema del Venezuela nomina Rodriguez presidente ad interim

Corte suprema del Venezuela nomina Rodriguez presidente ad interim

Matteo Rigamonti

Gennaio 4, 2026

Caracas, 4 gennaio 2026 – La Corte Suprema del Venezuela ha deciso oggi che la vicepresidente Delcy Rodríguez assuma temporaneamente la guida del paese, dopo l’arresto negli Stati Uniti del presidente Nicolás Maduro. L’annuncio, arrivato nel primo pomeriggio dal Palacio de Justicia di Caracas, vuole mettere un freno al caos istituzionale e garantire, dicono i giudici, la “continuità amministrativa e la difesa della nazione”.

Delcy Rodríguez al timone: la Corte rompe gli indugi

La notizia dell’arresto di Maduro ha fatto subito il giro del paese nelle prime ore del mattino. Poco dopo le 10, la Sala Costituzionale della Corte Suprema si è riunita d’urgenza. Il presidente Maikel Moreno ha letto il dispositivo con cui si affida a Rodríguez “tutte le funzioni, i doveri e i poteri del presidente della Repubblica bolivariana del Venezuela”. Un modo per evitare vuoti di potere e mantenere saldo il controllo del governo.

Fonti vicine a Delcy Rodríguez, 54 anni, ex ministra degli Esteri e figura chiave del chavismo, raccontano che ha ricevuto la notizia nel suo ufficio al Palacio de Miraflores. “Sono pronta a servire il paese in questo momento difficile”, avrebbe detto ai suoi più stretti collaboratori. Nel pomeriggio, si è recata alla Corte Suprema per incontrare i magistrati.

Maduro ancora in carica, ma il futuro è incerto

Nonostante la gravità della situazione, la Corte Suprema non ha ancora dichiarato Maduro decaduto dalla carica. Una decisione che, dicono alcuni esperti, lascia aperta la porta a sviluppi futuri. La Costituzione prevede che, se il presidente viene formalmente destituito, si devono indire elezioni anticipate entro 30 giorni.

“Abbiamo voluto garantire la stabilità delle istituzioni”, ha spiegato un portavoce della Corte, “senza però togliere a Maduro il diritto di difesa”. Al momento, non è chiaro quando e se i giudici si esprimeranno sulla decadenza definitiva. Nel frattempo, il Parlamento, controllato dal Partito Socialista Unito, ha semplicemente preso atto della decisione.

Caracas tra tensioni e reazioni contrastanti

L’arresto di Maduro ha scatenato emozioni contrastanti in città. In Plaza Bolívar, nel centro storico, piccoli gruppi di sostenitori chavisti si sono radunati per mostrare solidarietà all’ex presidente. “Non ci arrenderemo”, gridava una donna con la bandiera venezuelana sulle spalle. Dall’altra parte, molti hanno accolto con prudenza la nomina di Rodríguez. “Vediamo come va a finire”, ha commentato un giovane impiegato fuori dalla metropolitana di Bellas Artes.

Sul piano internazionale, la situazione è ancora fluida. Gli Stati Uniti non hanno ancora rilasciato commenti ufficiali sull’arresto di Maduro. L’Unione Europea ha chiesto “rispetto delle procedure costituzionali” e “garanzie per la popolazione civile”. Dal Brasile e dalla Colombia sono arrivati appelli alla calma e al dialogo.

Venezuela: quale futuro? Tra incertezze e possibili strade

La nomina di Delcy Rodríguez come presidente ad interim è una soluzione temporanea, che però non cancella le profonde divisioni nel paese. Secondo alcuni analisti locali, il prossimo passo dipenderà dalle decisioni della Corte Suprema e dalla capacità del governo di mantenere l’ordine. “La situazione è molto delicata”, spiega un docente di diritto costituzionale dell’Universidad Central de Venezuela. “Se Maduro verrà dichiarato decaduto, sarà difficile evitare nuovi scontri politici”.

Intanto, al Consiglio Nazionale Elettorale si inizia a parlare di possibili elezioni anticipate. Ma tutto resta in sospeso. Solo nelle prossime ore si capirà se il Venezuela riuscirà a imboccare una strada di transizione ordinata o se prevarranno tensioni e instabilità.

Per ora, l’insediamento di Delcy Rodríguez apre un capitolo nuovo e imprevedibile nella storia del paese sudamericano.