Crans-Montana, 4 gennaio 2026 – L’attesa delle famiglie italiane si consuma tra corridoi di ospedali e sale d’aspetto a Crans-Montana, in Svizzera. Da più di ventiquattro ore si cerca di fare chiarezza sui dispersi e i feriti dopo il terribile incendio che ha devastato il locale Constellation nella notte di Capodanno. La Farnesina parla di 13 italiani ricoverati, mentre 6 sono ancora dispersi. Tutti giovanissimi. Le famiglie si aggrappano a ogni piccolo segnale: un nome che non si lega ancora a un volto, una chiamata che tarda ad arrivare, la speranza che il proprio caro sia tra i feriti non identificati.
Famiglie in angoscia, appelli che si moltiplicano
«Non ci dicono niente. Speriamo che sia tra i feriti non identificati», ripete una madre davanti all’ospedale di Sion, col telefono che resta muto. I social sono diventati il filo diretto per gli appelli: “Aiutatemi a trovare mio figlio, non risponde dalla notte del 31”, scrive una donna su Facebook. Le ambasciate raccolgono richieste e segnalazioni, ma la confusione è ancora tanta. Alcuni feriti sono stati trasferiti in Italia – almeno sette, secondo fonti ospedaliere – altri sono in strutture in Svizzera o nei Paesi vicini. La lista dei dispersi, aggiornata continuamente, è diventata il simbolo di una speranza che si fa sempre più sottile col passare delle ore.
Il caso di Emanuele Galeppini: la speranza si gioca sul Dna
Tra i nomi più citati c’è quello di Emanuele Galeppini, 17 anni, nato a Genova e residente a Dubai, giovane promessa del golf internazionale. La Federazione italiana golf ha annunciato la sua morte, ma la famiglia non si arrende. «Per noi Emanuele è ancora disperso – dice lo zio Sebastiano – aspettiamo il risultato del test del Dna». Solo allora si potrà avere una risposta definitiva. Intanto, in questa attesa sospesa, si concentrano tutte le ultime speranze.
Ragazzi e famiglie spezzate: le storie dietro i nomi
Secondo Il Giornale, la prima vittima italiana sarebbe Chiara Costanzo, 16 anni, studentessa milanese e atleta di ginnastica acrobatica. Il padre Andrea aveva detto subito dopo l’incendio: «Siamo aggrappati alla speranza che Chiara sia fra i feriti non identificati». Dalla Farnesina non sono però arrivate conferme ufficiali. Tra i coetanei di Chiara c’è anche Achille Osvaldo Giovanni Barosi, liceale milanese. Il cugino Edoardo ha lanciato un appello su Instagram: «Ho parlato con gli amici di Achille che erano lì – racconta – mi hanno detto che è tornato un attimo dentro il locale quando è scoppiata l’esplosione». Forse per prendere la giacca o il telefono. Un dettaglio importante: Achille potrebbe avere una collanina con la Madonnina ed è senza documenti, quindi potrebbe essere ricoverato come paziente ignoto.
Feriti gravi, ricoveri tra Italia e Svizzera
Giovedì sera è arrivato al Niguarda di Milano Manfredi Marcucci, 16 anni, romano. Il padre Umberto lo aspetta fuori dalla terapia intensiva: «Mio figlio sta male, ma è vivo, e questo conta». Manfredi è intubato, in coma farmacologico, con ustioni sul 30-40% del corpo. È stato operato ed è stabile. Con lui doveva esserci anche Riccardo Minghetti, 16enne milanese e suo grande amico, che invece risulta ancora disperso.
Tra i dispersi c’è anche Chian Kaiser Talingdan, 16 anni, milanese di origini filippine. Lo zio Astley Ramessur spiega che Chian era a Crans-Montana per la prima volta, ospite di compagni di classe. Con lui c’era Francesca Nota, ora ricoverata in gravi condizioni a Zurigo. Chian è stato soccorso e portato in ospedale, ma la famiglia non sa dove si trovi esattamente.
A Zurigo è ricoverata anche Alessandra Galli De Min, 55 anni, bellunese che vive a Ginevra. Aveva accompagnato i figli alla festa: i ragazzi si sono salvati, lei ha riportato gravi ustioni. Tra i dispersi ufficiali ci sono anche Giuliano Biasini (età non nota) e Giovanni Tamburi, 16enne bolognese. La madre, Carla Masiello, ha lanciato appelli disperati negli ultimi giorni.
Chi sono i feriti italiani e come stanno
Tra i ricoverati ci sono anche Leonardo Bove, 16 anni di Milano; il fratello Mattia dice: «Non so che fine abbia fatto mio fratello. Voglio solo sapere se è vivo o morto». Al Niguarda sono stati portati anche Gregorio Esposito (15 anni), Antonio Lucia, Eleonora Palmieri (30 anni), Filippo Leone Grassi e Giuseppe Gioia (16 anni). A Zurigo restano in condizioni gravi Elsa Rubino (15 anni), Sofia Donadio e un paziente ancora senza nome.
In queste ore, tra le famiglie italiane coinvolte nella tragedia di Crans-Montana, il tempo si misura in telefonate senza risposta e sguardi fissi sulle porte degli ospedali. La speranza – fragile ma tenace – resta legata ai nomi senza volto nei registri dei feriti.
