Crans-Montana: il sindaco assicura, ‘controlli rigorosi e senza concessioni’

Crans-Montana: il sindaco assicura, 'controlli rigorosi e senza concessioni'

Crans-Montana: il sindaco assicura, 'controlli rigorosi e senza concessioni'

Matteo Rigamonti

Gennaio 4, 2026

Crans-Montana, 4 gennaio 2026 – Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, ha respinto con fermezza le accuse di troppa lassità nei controlli sui locali pubblici, dopo il terribile incendio di Capodanno che ha strappato la vita a 40 persone nel bar Le Constellation. La sua dichiarazione, raccolta dal quotidiano svizzero Blick e diffusa dalla radio svizzera francese RTS, arriva in un momento in cui la comunità è ancora sotto choc e le polemiche non accennano a placarsi.

Sicurezza nei locali: chi deve controllare?

Nel Cantone Vallese la legge affida ai Comuni la responsabilità di fare le ispezioni antincendio nei locali aperti al pubblico. Blick ricorda che bar e simili dovrebbero essere controllati almeno una volta all’anno. Ma la tragedia del primo gennaio ha riacceso il dibattito sulla reale efficacia di questi controlli. Il proprietario del bar, Jacques Moretti, ha detto che il locale era stato ispezionato “tre volte in dieci anni”. Un numero che cozza con le regole e che ha fatto scattare sospetti tra chi abita in zona e i parenti delle vittime.

Interpellato sulle accuse di lassismo, il sindaco Féraud ha risposto netto: “Il Comune di Crans-Montana non ha mai avuto un atteggiamento permissivo nei controlli dei bar”. Un messaggio duro, che riflette la tensione che si respira in paese. Tra Avenue de la Gare e Place du Marché, resta l’incredulità. La signora Roux, che gestisce una pasticceria vicino al locale, ha raccontato: “Tutti conoscevano Le Constellation, ma nessuno avrebbe immaginato una tragedia del genere”.

Il Comune si schiera contro i proprietari

Ieri sera il Comune di Crans-Montana ha diffuso un comunicato in cui annuncia la sua volontà di costituirsi parte civile nel processo penale contro i gestori del bar. Una presa di posizione più decisa rispetto alle prime ore dopo il disastro, quando le istituzioni erano più caute. “Vogliamo fare chiarezza su quanto è successo e proteggere gli interessi della comunità”, si legge nella nota diffusa alle 19.30.

Le prime indagini della polizia cantonale indicano che l’incendio è scoppiato poco dopo la mezzanotte del primo gennaio, durante i festeggiamenti di Capodanno. Le fiamme hanno invaso rapidamente il locale, affollato da circa 120 persone. I soccorsi sono arrivati in pochi minuti, ma per molti non c’è stato nulla da fare. Tra le vittime, giovani tra i 18 e i 35 anni, turisti francesi e svizzeri, ma anche alcuni residenti.

Controlli sotto la lente, la comunità chiede risposte

Il tema delle ispezioni antincendio resta al centro dell’inchiesta. Fonti vicine al Comune sostengono che i controlli siano stati fatti “regolarmente”, ma non sono state fornite date precise né dettagli sui risultati. Il sindaco Féraud ha ribadito che “le procedure sono state rispettate”, ma ha aggiunto che “sarà la magistratura a stabilire le responsabilità”.

Intanto, il dibattito si accende anche sui social locali. Molti cittadini chiedono più trasparenza: “Vogliamo sapere chi doveva controllare e quando”, ha scritto su Facebook un giovane di Crans-Montana, Pierre Lemoine. Altri sottolineano come la sicurezza nei locali pubblici sia stata spesso trascurata negli ultimi anni.

Indagini serrate, il paese cerca conforto

Le indagini della polizia cantonale proseguono senza sosta. Gli inquirenti stanno ascoltando testimoni, verificando i registri delle ispezioni e controllando gli impianti del locale. Non si esclude che nelle prossime settimane vengano fatti ulteriori accertamenti tecnici.

Nel frattempo, a Crans-Montana si moltiplicano le iniziative spontanee per ricordare le vittime: fiori e candele davanti all’ingresso sbarrato di Le Constellation, messaggi di cordoglio lasciati sui muri vicini. “Non possiamo dimenticare”, ha detto ieri sera una ragazza in lacrime davanti al locale chiuso, poco dopo le 21.

La comunità aspetta risposte. Solo allora – forse – potrà iniziare a elaborare il lutto e a ricostruire la fiducia nelle istituzioni.