Crans-Montana, 4 gennaio 2026 – Una festa di Capodanno trasformata in tragedia tra le montagne innevate di Crans-Montana, in Svizzera. Poco dopo la mezzanotte, un incendio ha preso piede nel bar Le Costellation, cogliendo di sorpresa decine di clienti. Nei primi momenti, nessuno ha capito davvero la gravità di quello che stava succedendo. Un video girato da uno dei presenti, poi diffuso sui social, mostra la sala ancora animata dalla musica, con alcune persone che guardano le fiamme senza reagire subito. Il bilancio provvisorio è drammatico: almeno 47 morti e più di 119 feriti, tra cui 13 italiani.
Incendio al bar: il panico che è esploso troppo tardi
Le autorità svizzere hanno ricostruito una dinamica che parla di un fuoco divampato rapidamente nel cuore del locale, gremito per i festeggiamenti di fine anno. Il video che circola sui social fa vedere clienti che, tra una canzone e l’altra, si voltano verso il fuoco senza uscire subito. “All’inizio pensavamo fosse parte dello spettacolo”, ha raccontato un giovane sopravvissuto alla tv francese TF1. Solo quando il fumo ha iniziato a invadere la sala e le fiamme hanno bloccato le vie di uscita, è scoppiato il panico. Testimoni parlano di urla, di gente che cercava di farsi spazio tra tavoli rovesciati e sedie per scappare.
Vittime e soccorsi: numeri in aumento
Le ore successive hanno confermato un bilancio pesantissimo. La polizia cantonale del Vallese ha detto che ci sono ancora almeno sei persone disperse. I feriti sono stati portati negli ospedali di Sion e Losanna, alcuni in condizioni critiche. Tra loro ci sono anche diversi turisti italiani. “Stiamo lavorando senza sosta per identificare le vittime”, ha spiegato il portavoce della polizia. Per molti sarà necessario il riconoscimento tramite esame del DNA. I soccorsi sono andati avanti tutta la notte e anche ieri, con decine di vigili del fuoco impegnati a domare gli ultimi focolai e mettere in sicurezza ciò che resta del locale.
Le cause: indagini in corso senza indagati
Le autorità hanno subito aperto un’inchiesta per capire cosa abbia scatenato l’incendio e se qualcuno debba rispondere di quanto accaduto. Al momento, però, nessuno risulta indagato. Sono stati ascoltati i proprietari del bar, la coppia corsa Jean-Luc e Marie-Ange Rossi. Alcune testimonianze raccolte parlano di minorenni presenti nel locale. Un sopravvissuto ha raccontato alla stampa francese: “C’erano ragazzi molto giovani, anche sotto i sedici anni”. Gli investigatori stanno verificando se le norme di sicurezza fossero rispettate e se il locale fosse affollato oltre la capienza consentita.
Sicurezza del locale sotto la lente
I primi controlli dei vigili del fuoco hanno mostrato che il bar aveva alcune uscite di sicurezza, ma non è chiaro se fossero tutte accessibili durante l’incendio. Alcuni clienti hanno detto di aver trovato porte laterali chiuse o bloccate da mobili. “Abbiamo dovuto rompere una finestra per uscire”, ha raccontato una ragazza italiana ricoverata a Sion. Le autorità stanno anche esaminando il sistema antincendio del locale: alcune fonti parlano di allarmi che non sarebbero scattati come previsto.
Comunità sotto shock, cordoglio dall’Italia e dalla Svizzera
La tragedia ha colpito duramente Crans-Montana, località turistica molto frequentata da italiani e francesi. Il sindaco, Jean-Pierre Fournier, ha detto: “Non abbiamo mai vissuto niente di simile. Siamo vicini alle famiglie delle vittime”. Sono arrivati messaggi di cordoglio dal presidente della Confederazione svizzera e dal ministro degli Esteri italiano. Le indagini continueranno nei prossimi giorni per cercare di fare chiarezza su quella notte che avrebbe dovuto segnare solo l’inizio del nuovo anno.
In attesa delle risposte ufficiali, resta il dolore per una festa interrotta dal fuoco e la domanda che ancora brucia: come è stato possibile che così tante persone siano rimaste intrappolate tra fiamme e musica?
