Crans-Montana, 4 gennaio – La polizia svizzera ha confermato oggi l’identificazione di 24 vittime nell’incendio che ha distrutto un palazzo nel cuore di Crans-Montana, località alpina del Canton Vallese. Tra i nomi comunicati nelle ultime ore ci sono tre cittadini italiani, insieme a diversi giovani svizzeri, un rumeno, un francese e un turco. Le operazioni di riconoscimento sono andate avanti tutta la notte, mentre la comunità resta profondamente scossa.
24 vittime identificate, molti giovanissimi
La polizia cantonale ha riferito che tra le vittime ci sono quattro ragazze svizzere di 18 anni, due di 15 e una appena 14. Nel gruppo anche sei ragazzi svizzeri di 31, 20, 18, 17 e due di 16 anni, oltre a un rumeno di 18, un francese di 39 e un giovane turco di 18 anni. I tre italiani, già identificati nella notte, vivevano in Svizzera da tempo. Le famiglie sono state avvertite nelle prime ore del mattino.
Le autorità hanno spiegato che il riconoscimento è stato complicato dalle condizioni dei corpi, molti ritrovati nei corridoi e sulle scale del palazzo. “Abbiamo lavorato senza sosta – ha detto un portavoce della polizia – per restituire un nome e una storia a ogni vittima”. Il bilancio resta fermo a 24, ma non si esclude che possano emergere altri dettagli nelle prossime ore.
Incendio divampato in poche ore: indagini ancora aperte
Le fiamme sono partite nella notte tra il 2 e il 3 gennaio, poco dopo le 2:30, in un edificio residenziale di Rue du Prado. Secondo le prime ricostruzioni, il fuoco si è diffuso rapidamente dal piano terra ai piani superiori, bloccando decine di persone nei loro appartamenti. I vigili del fuoco sono arrivati con oltre venti mezzi e hanno lottato fino all’alba per spegnere l’incendio.
Le cause restano ancora da chiarire. Gli inquirenti stanno esaminando i resti del palazzo e ascoltando i testimoni. “Non escludiamo nessuna pista”, ha detto il comandante dei pompieri locali. Alcuni residenti hanno raccontato di aver sentito odore di fumo prima che scattasse l’allarme, altri di aver visto le fiamme salire in fretta lungo la tromba delle scale.
Crans-Montana sotto choc: silenzio e solidarietà
Questa mattina il centro di Crans-Montana è apparso deserto e silenzioso. Molti negozi hanno chiuso in segno di lutto. Il sindaco Jean-Luc Rey ha espresso cordoglio alle famiglie delle vittime: “Siamo vicini a chi ha perso tutto in questa tragedia. La comunità saprà stringersi attorno a chi soffre”.
Nel pomeriggio è stata organizzata una veglia silenziosa davanti al municipio. Decine di persone si sono raccolte con candele e fiori. C’erano anche parenti delle vittime italiane, arrivati da Milano e Torino nella notte. “Non ci sono parole”, ha detto una donna con la voce rotta dal pianto.
Reazioni dall’Italia e dall’estero
Il Ministero degli Esteri italiano ha confermato che tra le vittime ci sono tre connazionali e ha garantito assistenza alle famiglie. “Seguiamo con attenzione gli sviluppi”, ha detto una fonte della Farnesina. Solidarietà è arrivata anche dall’ambasciata francese a Berna, per il cittadino francese morto.
Sul posto restano squadre specializzate alla ricerca di eventuali dispersi e tecnici che valutano la stabilità dell’edificio. La polizia invita chiunque abbia informazioni a farsi avanti.
Indagini aperte, si attendono nuovi sviluppi
Le autorità svizzere ricordano che le indagini sull’incendio di Crans-Montana proseguono. Nei prossimi giorni saranno ascoltati altri testimoni e analizzati i filmati delle telecamere della zona. Solo così si potrà capire con certezza cosa ha scatenato la tragedia che ha colpito duramente la comunità locale e internazionale.
Intanto, la cittadina alpina resta sospesa tra dolore e attesa. In tanti chiedono risposte chiare e rapide sulle responsabilità. Per ora, resta il lutto per una notte che ha cambiato per sempre Crans-Montana.
