Seattle, 4 gennaio 2026 – Per la prima volta, un gruppo di ricercatori dell’Allen Institute di Seattle è riuscito a “ascoltare” la fitta rete di segnali elettrici che ogni singolo neurone riceve nel cervello umano. Il risultato, pubblicato su Nature Methods, segna un passo importante nella comprensione del funzionamento del cervello e apre nuove strade per studiare le malattie neurologiche.
Un metodo inedito per capire il linguaggio dei neuroni
Il team guidato da Kaspar Podgorski ha messo a punto una tecnica capace di registrare quasi in tempo reale i segnali che arrivano a ogni neurone. Fino ad ora, spiegano gli scienziati, era quasi impossibile seguire e distinguere la miriade di impulsi che ogni cellula nervosa riceve dalle sue connessioni. “Era come cercare di leggere un libro con tutte le parole mescolate, senza riuscire a capire né l’ordine né il senso”, ha detto Podgorski in una nota dell’istituto.
Nel cervello umano, i neuroni comunicano tramite impulsi elettrici che corrono lungo le loro ramificazioni. Ogni neurone può ricevere segnali da migliaia di altri, formando una rete fitta e in continuo movimento. Finora la ricerca neuroscientifica riusciva a osservare solo una parte di questo scambio, senza poter ricostruire con precisione l’ordine e la combinazione di segnali che attivano una cellula.
Sensori proteici e segnali in diretta
La svolta è arrivata grazie a sensori fatti di proteine speciali, in grado di catturare tutti i segnali elettrici che entrano in un singolo neurone. Questi sensori trasmettono le informazioni quasi in tempo reale, permettendo così di mappare non solo quanti impulsi arrivano, ma anche in che ordine si presentano. “Quello che abbiamo creato – ha aggiunto Podgorski – è un modo per misurare le informazioni che arrivano ai neuroni da diverse fonti. Era una parte cruciale che finora mancava nella ricerca sul cervello”.
Questa tecnica consente quindi di vedere sia i segnali in ingresso sia gli schemi e le combinazioni che servono per attivare i neuroni successivi. Un risultato che, secondo gli autori, segna una vera svolta: solo ora si può capire come il cervello organizza e interpreta il flusso di informazioni che riceve ogni attimo.
Impatto sulla ricerca e sulla medicina
Gli scienziati sottolineano che questa scoperta può dare una spinta importante allo studio delle malattie neurologiche e dei disturbi cognitivi. Capire come i neuroni uniscono i segnali provenienti da tante fonti diverse potrebbe aiutare a scovare le anomalie alla base di malattie come l’epilessia, il morbo di Alzheimer o la schizofrenia.
Come si legge nell’articolo su Nature Methods, la nuova tecnica è stata testata su modelli animali, ma i ricercatori sono già al lavoro per adattarla allo studio dei tessuti cerebrali umani. “Solo allora potremo davvero capire come funziona il cervello, sia in condizioni normali che patologiche”, ha confidato uno degli autori.
Una sfida che dura da decenni
Da anni, neuroscienziati di tutto il mondo cercano di decifrare il “linguaggio” dei neuroni, ma la complessità delle reti cerebrali rendeva l’impresa quasi impossibile. Ogni neurone riceve segnali da migliaia di altri, e questi input si organizzano in schemi precisi che determinano l’attivazione delle cellule successive. Finora mancava uno strumento capace di registrare insieme tutti questi segnali.
“Quello che stiamo facendo ora – ha spiegato ancora Podgorski – è mettere insieme le connessioni tra quei neuroni e, così, capire l’ordine delle parole sulle pagine e il loro significato”. Un paragone semplice ma chiaro, che spiega bene l’importanza della scoperta.
Cosa ci aspetta
Il prossimo passo sarà migliorare la tecnica e applicarla a sistemi cerebrali più complessi. Gli esperti dell’Allen Institute sono convinti che questa tecnologia potrà aprire nuove strade, non solo per la ricerca di base, ma anche per sviluppare terapie mirate contro le malattie neurologiche. La comunità scientifica internazionale segue con attenzione i risultati del gruppo di Seattle: si è appena aperta una finestra nuova sul funzionamento più profondo del cervello umano.
