Città del Vaticano, 4 gennaio 2026 – Con parole sobrie ma cariche di significato, Papa Francesco ha espresso oggi la sua profonda preoccupazione per il Venezuela durante l’Angelus in Piazza San Pietro. Davanti a migliaia di fedeli, il Pontefice ha chiesto che “il bene dell’amato popolo venezuelano venga messo davanti a tutto”, invitando a lasciare da parte la violenza e a percorrere “strade di giustizia e pace”.
Papa Francesco: “Rispetto per i diritti umani in Venezuela”
Intorno a mezzogiorno, la voce di Papa Francesco è risuonata dal balcone di Piazza San Pietro. Il riferimento alla crisi venezuelana è arrivato subito, con un tono deciso ma senza retorica. “Seguo con grande preoccupazione quello che sta succedendo in Venezuela”, ha detto il Pontefice, sottolineando che la priorità deve essere “il bene del popolo venezuelano”. Un messaggio chiaro: la crisi che da anni attanaglia il Paese sudamericano va affrontata mettendo al centro le persone, non gli interessi di parte.
Un appello per la sovranità e lo stato di diritto
Nel suo discorso, Francesco ha ribadito l’urgenza di “rispettare la sovranità del Paese” e di “garantire lo stato di diritto come previsto dalla Costituzione”. Un richiamo diretto alle autorità venezuelane ma anche alla comunità internazionale, spesso divisa su come intervenire. Il Papa ha chiesto che siano tutelati “i diritti umani e civili di tutti”, parole che suonano come un monito in un clima teso tra politica e società. Negli ultimi mesi, infatti, le organizzazioni umanitarie hanno denunciato un aumento di arresti arbitrari e restrizioni alla libertà di parola.
La crisi economica e il grido dei più poveri
Non è mancato un passaggio dedicato alla gravissima crisi economica che sta colpendo milioni di venezuelani. “Con particolare attenzione ai più poveri che soffrono per questa situazione”, ha detto Francesco, ricordando che dietro i numeri ci sono persone e storie vere. Secondo l’Onu, oltre il 70% della popolazione vive sotto la soglia di povertà. Le lunghe code ai supermercati, la mancanza di farmaci essenziali, i blackout improvvisi: sono immagini che raccontano una vita segnata da difficoltà e incertezze.
Un invito a lavorare insieme per la pace
Il messaggio del Papa si è chiuso con un appello a “costruire insieme un futuro di collaborazione, stabilità e pace”. Parole importanti in un momento delicato, con le tensioni tra governo e opposizione che non si placano. Solo pochi giorni fa, a Caracas, si sono verificati nuovi scontri tra manifestanti e polizia. In questo quadro, l’invito del Pontefice a mettere da parte la violenza assume un peso particolare. “Fare pace non è mai facile”, ha commentato un diplomatico vaticano presente in piazza, “ma il Papa crede che si possa, a patto di partire dal rispetto reciproco”.
Reazioni e futuro: un appello che resta aperto
Le parole di Papa Francesco hanno colpito sia la comunità internazionale sia i fedeli in Vaticano. Alcuni venezuelani a Roma hanno detto di sentirsi “vicini al Papa”: “Fa bene sapere che non siamo dimenticati”, ha raccontato Maria Elena Rodriguez, arrivata in Italia nel 2019. Dal governo venezuelano, invece, non sono arrivate risposte ufficiali. Fonti diplomatiche però suggeriscono che il messaggio del Papa potrebbe aiutare a riaprire il dialogo tra le parti.
La situazione in Venezuela resta tesa. Le prossime settimane saranno decisive per capire se l’appello del Papa riuscirà a smuovere le acque. Per ora resta il suo invito: mettere al centro il bene comune, rispettare i diritti umani e lavorare – insieme – per una pace possibile.
