Il segreto per un cuore giovane e sano: scopri il nostro video esclusivo

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Giada Liguori

Gennaio 4, 2026

Pisa, 4 gennaio 2026 – Un gruppo di ricercatori italiani ha rigenerato in laboratorio il nervo vago, un alleato fondamentale del cuore. Per la prima volta è stata dimostrata la possibilità di ricostruire la connessione tra questo nervo e il muscolo cardiaco. Il risultato, pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine e già brevettato, arriva dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Un passo avanti importante nella ricerca sul cuore, frutto della collaborazione tra medicina sperimentale e bioingegneria.

Il nervo vago, il custode silenzioso del cuore

Secondo Vincenzo Lionetti, responsabile dell’Unità di Medicina critica traslazionale (TrancriLab) al centro Health Science, ripristinare il legame tra cuore e nervo vago destro può rallentare l’invecchiamento dell’organo. “I nostri dati mostrano che riconnettere il cuore al nervo vago destro aiuta a prevenire i segni dell’invecchiamento”, ha spiegato Lionetti, che ha guidato lo studio insieme al laboratorio di Biorobotica diretto da Silvestro Micera.

La ricerca, con prima firma della cardiologa Anar Dushpanova (TrancriLab), sottolinea come avere intatti sia il nervo vago destro sia quello sinistro sia essenziale per mantenere il cuore giovane e in forma. In particolare, il nervo vago destro agisce da vero e proprio guardiano delle cellule del muscolo cardiaco, i cardiomiociti, aiutando a conservarne la vitalità, a prescindere dai battiti. “Quando questa connessione si perde, il cuore invecchia più in fretta”, ha aggiunto Lionetti.

Un ponte bioassorbibile per far rinascere il nervo

Il team pisano ha messo a punto un condotto nervoso bioassorbibile, progettato per favorire la rigenerazione spontanea del nervo vago a livello toracico, e con esso la riconnessione con il cuore. “Abbiamo creato un condotto impiantabile, che funziona come una guida per il nervo vago toracico, aiutandolo a rigenerarsi e a ristabilire il collegamento con il cuore”, ha spiegato Eugenio Redolfi Riva, co-autore del brevetto della neuroprotesi.

Questo dispositivo, una sorta di “ponte” temporaneo, permette al nervo di ricrescere e tornare a comunicare con il cuore. Secondo Dushpanova, anche un ritorno parziale della connessione tra nervo vago destro e cuore è sufficiente per contrastare i processi di rimodellamento e mantenere una buona capacità di contrazione cardiaca. “Basta un ripristino parziale per tenere a bada i danni e conservare la forza del cuore”, ha commentato la cardiologa.

Nuove strade per la chirurgia cardiotoracica

Questi risultati aprono nuove possibilità per la chirurgia cardiotoracica e i trapianti. Lionetti sottolinea che riconnettere il nervo vago durante gli interventi potrebbe diventare una strategia innovativa per proteggere il cuore nel tempo. “Questo apre la strada a un nuovo approccio in chirurgia: il ripristino dell’innervazione vagale al momento dell’operazione potrebbe davvero aiutare a salvaguardare il cuore a lungo termine”, ha osservato il medico.

Si potrebbe così passare da una gestione delle complicazioni tardive, legate all’invecchiamento precoce del cuore, a una prevenzione vera e propria. Un cambio di passo che, se confermato da studi clinici, potrebbe rivoluzionare le linee guida in cardiochirurgia.

Una ricerca italiana con orizzonti internazionali

Lo studio è stato finanziato dal programma europeo Fet (Future and Emerging Technologies) e in parte dai fondi Pnrr del Tuscany Health Ecosystem. Hanno collaborato la Scuola Normale Superiore, l’Università di Pisa, la Fondazione Toscana G. Monasterio, l’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr, l’Università di Udine, Gvm Care & Research, l’Al-Farabi Kazakh National University, il Leibniz Institute on Ageing di Jena e il Politecnico di Losanna.

Per ora i risultati riguardano modelli sperimentali, ma i ricercatori sono fiduciosi. “Abbiamo ancora tanta strada davanti – ha ammesso Lionetti – ma questa scoperta potrebbe davvero cambiare il modo in cui affrontiamo le malattie cardiache legate all’età”.