Campobasso, 4 gennaio 2026 – La morte di Sara Di Vita, 15 anni, e della madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, avvenuta a poche ore di distanza dopo il cenone della Vigilia di Natale a Pietracatella, resta un mistero. Gli ultimi risultati degli esami tossicologici, diffusi nelle ultime ore, hanno escluso due delle ipotesi iniziali: non sarebbero stati né i funghi né il veleno per topi a causare il decesso delle due donne. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Campobasso guidata da Marco Graziano, vanno avanti senza sosta, mentre la comunità aspetta risposte.
Indagini in corso: le piste ancora aperte
Gli investigatori, dopo aver scartato le prime due ipotesi, puntano ora su altri elementi. Sono stati sequestrati 19 alimenti trovati in casa delle vittime e in quella della nonna paterna. Secondo il biologo Luciano Oscar Atzori, intervenuto all’Adnkronos Salute, la causa potrebbe essere legata a “microrganismi tossigeni, mitilismo, contaminazioni chimiche o materiali a contatto con il cibo”. Ma senza un quadro chiaro dei sintomi manifestati, ogni possibilità resta sul tavolo. “Siamo ancora in attesa – ha detto una fonte vicina alle indagini –. I dati raccolti non escludono altre piste”.
Nel frattempo, continuano gli interrogatori. Gli inquirenti hanno ascoltato diversi testimoni del paese e il personale dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, dove madre e figlia erano state ricoverate dopo il malore. Nessun dettaglio è lasciato al caso: si controllano orari dei pasti, provenienza e conservazione degli alimenti. Ogni elemento viene esaminato con attenzione.
La famiglia ancora in ospedale
La famiglia Di Vita vive tra dolore e attesa. Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, è ricoverato all’ospedale Spallanzani di Roma. È stato trasferito d’urgenza dopo aver mostrato segni di una intossicazione alimentare. Le sue condizioni sono stabili, ma non è prevista una dimissione a breve. “Sta rispondendo bene alle cure – ha spiegato un medico – ma serve cautela”.
Diversa è la situazione della figlia maggiore, ricoverata nello stesso ospedale per precauzione. Per lei si prevede una dimissione nei prossimi giorni, un piccolo segnale di speranza per i familiari. “Sta meglio – ha raccontato un’amica di famiglia – e speriamo torni presto a casa”.
Funerali rimandati per far partecipare i familiari
A Pietracatella, piccolo centro del Molise, la tragedia ha lasciato un segno profondo. I funerali di Sara e Antonella non hanno ancora una data. Sono stati rinviati per permettere ai familiari ancora in ospedale di partecipare all’ultimo saluto. Si parla di metà settimana prossima, con mercoledì o giovedì come giorni più probabili.
Nel paese l’atmosfera è carica di tristezza e silenzio. In piazza Umberto I, davanti alla chiesa madre, piccoli gruppi si fermano a discutere sottovoce. “Non ci spieghiamo cosa sia successo – dice un conoscente della famiglia – qui ci conosciamo tutti”. Il sindaco ha espresso vicinanza ai parenti e ha chiesto rispetto per il dolore che ha colpito la comunità.
La verità è ancora lontana
La vicenda resta avvolta nel mistero. Gli investigatori non scartano alcuna ipotesi e attendono i risultati completi degli esami tossicologici e microbiologici sui campioni sequestrati. Solo allora, forse, si potrà capire cosa ha causato la morte di madre e figlia, dopo quella cena che doveva essere una festa in famiglia.
La procura mantiene il massimo riserbo. “Serve tempo – ha detto una fonte giudiziaria – ma non ci fermeremo finché non avremo risposte chiare”. Intanto, in paese, cresce l’attesa per una verità che sembra ancora lontana.
