Mistero nel Veneziano: la morte di Sergiu Tarna tra omicidio e indagini sui suoi legami

Mistero nel Veneziano: la morte di Sergiu Tarna tra omicidio e indagini sui suoi legami

Mistero nel Veneziano: la morte di Sergiu Tarna tra omicidio e indagini sui suoi legami

Matteo Rigamonti

Gennaio 4, 2026

Mira (Venezia), 4 gennaio 2026 – Sergiu Tarna, 25 anni, è stato trovato morto il 31 dicembre in un campo isolato a Mira, nel Veneziano. Il giovane, moldavo e residente in zona, lavorava come cameriere al bar “Dalla Moretta” di Mestre. La scoperta del corpo, quasi casuale, ha fatto scattare un’indagine per omicidio. Al momento, gli investigatori si concentrano su due ipotesi: un colpo di pistola o una ferita inferta con un oggetto contundente, forse un piede di porco o un piccone.

Il ritrovamento e i primi accertamenti

Era ormai tarda mattinata quando un fotografo naturalista, impegnato a scattare foto lungo il Naviglio del Brenta, ha notato una sagoma tra l’erba secca vicino a via Pallada. “Pensavo fosse un animale”, ha raccontato ai carabinieri. Invece era il corpo di Tarna, disteso su un fianco, ancora con gli abiti da lavoro addosso. Accanto a lui, pochi effetti personali e i documenti. Nessun segno di tentativo di nascondere il corpo, né tracce di trascinamento.

Sul posto sono arrivati i carabinieri, il pubblico ministero Christian Del Turco, il medico legale e la scientifica. Le prime analisi hanno rilevato una ferita grave alla tempia. Non è ancora chiaro se sia stata causata da un proiettile o da un oggetto pesante. “Solo l’autopsia potrà chiarire di cosa si tratta”, ha spiegato una fonte vicino alle indagini.

Omicidio, le prime ipotesi

Secondo i primi accertamenti, l’aggressione sarebbe avvenuta tra la notte del 30 e le prime ore del 31 dicembre. La posizione del corpo – disteso su un fianco, senza segni di trascinamento – fa pensare a uno scontro improvviso. Forse una lite finita male o un tentativo di fuga che non è andato a buon fine. La zona è molto isolata: campi coltivati, una strada poco frequentata, e oltre il fiume una centrale elettrica e alcuni campeggi raggiungibili solo dopo lunghi sentieri.

Gli investigatori non escludono che l’omicidio sia avvenuto proprio lì, nel campo. “Non ci sono tracce evidenti che il corpo sia stato spostato”, ha detto un membro della scientifica. Eppure, la dinamica resta avvolta nel mistero. Nessun testimone, nessun rumore segnalato durante la notte.

Le indagini sulle frequentazioni di Tarna

In queste ore i carabinieri stanno passando al setaccio le frequentazioni di Tarna. Stanno cercando tra amici, colleghi e conoscenti. Le immagini delle poche telecamere della zona – quelle dell’ufficio postale e della caserma dei Lagunari – sono sotto la lente degli investigatori. Ogni auto ripresa potrebbe essere un indizio prezioso per capire con chi fosse nelle ultime ore.

Il giovane era conosciuto come una persona riservata, senza precedenti. “Non ha mai creato problemi”, ha raccontato il titolare del bar dove lavorava. Ma qualcosa deve essere successo tra la sera del 30 e la mattina dopo. Gli inquirenti stanno ricostruendo i suoi spostamenti: chi ha visto, dove si è fermato, se qualcuno lo ha seguito o atteso.

L’attesa per l’autopsia decisiva

L’autopsia, prevista nelle prossime ore all’ospedale di Mestre, sarà fondamentale per stabilire l’ora esatta della morte e la natura della ferita. Solo allora si potrà capire se Tarna è stato colpito da vicino o con un oggetto contundente. Gli investigatori non escludono nessuna pista: dal regolamento di conti a una lite scoppiata all’improvviso.

Nel frattempo, la comunità moldava di Mestre segue con apprensione ogni sviluppo. “Era un ragazzo tranquillo”, dicono in tanti davanti al bar dove lavorava. Il campo di via Pallada resta sotto sequestro: ogni dettaglio può fare la differenza per dare un nome all’assassino di Sergiu Tarna.