Nardò: padre in cerca di affido spara davanti al figlio e ferisce un vicino

Nardò: padre in cerca di affido spara davanti al figlio e ferisce un vicino

Nardò: padre in cerca di affido spara davanti al figlio e ferisce un vicino

Matteo Rigamonti

Gennaio 4, 2026

Nardò, 4 gennaio 2026 – Ieri pomeriggio, nel cuore di Nardò, un uomo si è presentato sotto casa dell’ex moglie, accompagnato dal figlio maggiore di quindici anni. Ha chiesto con voce alta di poter vedere e portare via il figlio più piccolo, un bambino di sette anni affidato alla madre dopo la separazione. Ma la situazione è precipitata: davanti agli occhi increduli del ragazzo e dei vicini, l’uomo ha tirato fuori una pistola e ha sparato. Un 51enne, vicino di casa, è intervenuto per difendere la donna ed è rimasto ferito a un piede. Ora il padre, 41 anni, è in carcere, mentre il figlio adolescente è stato trasferito in un istituto penale minorile. Entrambi sono accusati a vario titolo di tentato omicidio in concorso aggravato, porto abusivo di arma clandestina e detenzione illegale di munizioni.

Sparatoria davanti alla ex: la dinamica

Secondo la ricostruzione degli agenti della Polizia di Stato e le testimonianze raccolte, l’uomo – già destinatario di un divieto di avvicinamento all’ex moglie – si è presentato intorno alle 16.30 davanti all’abitazione della donna. Con sé aveva il figlio adolescente, che ha assistito a tutta la scena. “Ha cominciato a urlare e insultare, chiedendo il bambino più piccolo”, racconta una vicina che ha visto tutto dal balcone al secondo piano.

Le urla hanno richiamato l’attenzione di diversi residenti di via XX Settembre. Tra loro c’era il 51enne che ha provato a calmarlo e a proteggere la donna. Ma la situazione è sfuggita di mano: il 41enne ha tirato fuori una pistola, poi risultata clandestina, e ha sparato. Il colpo ha raggiunto il piede del vicino, che si è accasciato tra le grida di chi era presente.

Fuga e arresto a Gallipoli

Dopo lo sparo, padre e figlio sono scappati. In pochi minuti la zona si è riempita di sirene: carabinieri, polizia e ambulanza sono arrivati sul posto. Il 51enne è stato portato all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Le sue condizioni non sono gravi, ma dovrà subire un intervento per rimuovere il proiettile.

Le forze dell’ordine hanno subito iniziato le ricerche, raccogliendo informazioni da testimoni e vittime per capire dove potessero essere fuggiti. Dopo circa due ore, padre e figlio sono stati trovati a Gallipoli, a una ventina di chilometri da Nardò. Non hanno opposto resistenza all’arresto.

Le accuse e i precedenti

L’uomo e il ragazzo sono stati accusati di tentato omicidio in concorso aggravato, porto abusivo di arma clandestina e detenzione illegale di munizioni. Il 41enne è stato portato in carcere a Lecce, mentre il figlio minorenne è finito in un istituto penale del capoluogo. Gli investigatori sottolineano che l’uomo aveva già avuto provvedimenti restrittivi per minacce verso l’ex moglie.

“Era agitato, sembrava fuori controllo”, racconta una vicina che conosce bene la famiglia. “Non è la prima volta che litigano forte”. La donna, ancora sotto choc, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Famiglia sotto la lente degli investigatori

Dietro a questa vicenda c’è un passato di tensioni e denunce reciproche. Gli inquirenti stanno cercando di capire qual è stato il ruolo del ragazzo di quindici anni: dalle prime informazioni, avrebbe solo accompagnato il padre senza partecipare attivamente all’aggressione armata, ma la sua presenza è ancora al centro degli accertamenti.

Sul luogo della sparatoria sono stati recuperati bossoli e altri elementi utili. La scientifica ha lavorato fino a sera inoltrata. La pistola, una semiautomatica calibro 7,65, non è registrata e sarà sottoposta ad approfondimenti balistici.

La città sotto choc

A Nardò la notizia si è diffusa in fretta. Molti si sono fermati davanti alla palazzina dove è avvenuta la sparatoria, tra incredulità e preoccupazione. “Non avremmo mai pensato che potesse arrivare a tanto”, dice un commerciante della zona. Il sindaco Pippi Mellone ha espresso vicinanza alla donna e al vicino ferito: “La violenza non ha posto nella nostra comunità”.

Le indagini vanno avanti per ricostruire ogni dettaglio e verificare eventuali altre responsabilità. Nel frattempo, la donna e i suoi figli sono stati affidati ai servizi sociali, che garantiranno loro protezione e supporto psicologico.