Mosca, 4 gennaio 2026 – Nella notte tra il 3 e il 4 gennaio, le difese aeree russe hanno abbattuto novanta droni ucraini in varie zone della Federazione. Lo ha annunciato il ministero della Difesa di Mosca, confermato poco dopo dall’agenzia statale Tass. Si tratta di uno degli attacchi più imponenti degli ultimi mesi sul suolo russo, con colpi che hanno toccato aree strategiche e densamente popolate.
Notte di allerta: dove sono caduti i droni e come ha reagito Mosca
Nel comunicato ufficiale, il ministero precisa che i sistemi di difesa hanno intercettato 37 droni nella regione di Bryansk, al confine con l’Ucraina, 22 nella regione di Kursk e 11 nella zona di Mosca. Tra questi, tre erano diretti proprio verso la capitale. Gli abbattimenti sono avvenuti tra le 2 e le 5 del mattino, con visibilità ridotta. Dalle fonti locali arrivano segnalazioni di forti esplosioni vicino a Klin e Odintsovo, sobborghi a nord-ovest e sud-ovest di Mosca. Per fortuna, nessun danno alle infrastrutture civili né vittime sono stati registrati.
Droni in azione: è pressione o escalation?
L’uso massiccio di droni senza pilota è diventato una tattica frequente nel conflitto tra Russia e Ucraina, soprattutto negli ultimi sei mesi. Gli analisti militari russi, riportati da Tass, dicono che l’obiettivo è “mettere sotto pressione la rete logistica e la difesa aerea russa”, costringendo Mosca a tenere alta la guardia anche nelle zone più interne. “È una strategia per testare la tenuta dei nostri sistemi”, ha spiegato un ufficiale della difesa. Da Kiev, invece, nessuna rivendicazione ufficiale né commenti sulla notte appena trascorsa.
Mosca in allarme: la reazione della gente
Al risveglio, molti abitanti della capitale hanno raccontato sui social di aver udito “rumori strani” e “sirene intermittenti” tra le 3 e le 4 del mattino. “Ho visto luci insolite nel cielo verso nord”, ha scritto un utente su Telegram, mentre altri hanno notato “movimenti particolari” delle forze dell’ordine vicino all’aeroporto di Sheremetyevo. Le autorità municipali hanno invitato alla calma, assicurando che “la situazione è sotto controllo” e che “non c’è alcun pericolo per i cittadini”.
Un momento delicato: sicurezza interna e tensioni internazionali
L’attacco arriva in un momento particolarmente critico per la sicurezza russa. Negli ultimi mesi, Mosca ha rafforzato le misure di controllo intorno ai punti chiave dell’energia e ai grandi centri urbani. Fonti del Cremlino riferiscono che si stanno valutando nuovi investimenti nei sistemi anti-drone, anche in vista delle celebrazioni pubbliche previste per l’inizio dell’anno. “La minaccia dei droni è diventata una costante”, ha ammesso un funzionario del ministero dell’Interno. Sul piano internazionale, la vicenda rischia di alimentare nuove tensioni tra Russia e Occidente, soprattutto dopo le recenti parole del segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, che ha parlato della necessità di “rafforzare il supporto a Kiev”.
Le reazioni ufficiali: Mosca risponde, Kiev tace
Per ora, il governo ucraino non ha rilasciato commenti. Da Mosca, invece, il portavoce del ministero della Difesa Igor Konashenkov ha ribadito che “ogni attacco al territorio nazionale sarà respinto con fermezza”. In una nota diffusa alle 8 del mattino, il ministero ha sottolineato che “la difesa aerea ha dimostrato ancora una volta la sua efficacia”. Nessuna informazione è stata fornita sul tipo di droni usati né su eventuali coinvolgimenti esterni.
Cosa ci aspetta: sicurezza alzata e un clima incerto
La notte appena passata conferma che il conflitto tra Russia e Ucraina va ormai oltre le linee del fronte tradizionale. L’uso massiccio dei droni – veloci, difficili da intercettare e poco costosi – sta cambiando il modo di fare la guerra e mette alla prova le difese. Per chi vive nelle regioni colpite, resta un clima di incertezza. “Ci si abitua a tutto”, ha detto al telefono con alanews.it un residente di Bryansk. Ma la domanda rimane: quanto potremo ancora chiamare questa la nuova normalità?
