Roma, 5 gennaio 2026 – È morto a Roma, nelle ultime ore, Pier Francesco Guarguaglini, ex presidente e amministratore delegato di Finmeccanica (oggi Leonardo). Una scomparsa che lascia un segno profondo nell’industria italiana. La notizia è stata data nel pomeriggio dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha voluto ricordare pubblicamente il manager. “Era un uomo di intelligenza straordinaria e di visione. Era un amico. Ci mancherà”, ha scritto Crosetto sui social.
Guarguaglini, tra industria e Stato: una lunga strada
Nato a Viareggio nel 1937, aveva compiuto 88 anni lo scorso ottobre. Laureato in ingegneria elettronica a Pisa, ha iniziato la sua carriera nei laboratori della Selenia, per poi guidare aziende chiave come Officine Galileo e Fincantieri. Nel 2002 è arrivato al vertice di Finmeccanica, il colosso pubblico della difesa e dell’aerospazio, dove è rimasto fino al 2011. Quegli anni sono stati segnati da un’espansione internazionale senza precedenti: acquisizioni in Gran Bretagna e Stati Uniti, investimenti in ricerca e sviluppo e una crescita costante del fatturato.
“Guarguaglini ha guidato Finmeccanica in un periodo di grandi cambiamenti”, ricorda un ex dirigente raggiunto da alanews.it. “Aveva una visione industriale che pochi in Italia hanno avuto”.
L’eredità in Leonardo e il ricordo delle istituzioni
Sotto la sua guida, Finmeccanica si è affermata tra i principali gruppi europei della difesa. L’acquisizione della britannica AgustaWestland e l’ingresso nel mercato americano con DRS Technologies sono passaggi fondamentali del suo mandato. Nel 2017, la società ha cambiato nome in Leonardo, ma molti dei progetti nati sotto la sua gestione sono ancora oggi al centro del gruppo.
Il ministro Crosetto, nel suo messaggio su X (ex Twitter), ha voluto sottolineare il lato umano oltre che professionale: “Che la terra ti sia lieve, Piero”. Un saluto semplice, quasi confidenziale, che racconta la stima personale che Guarguaglini aveva costruito negli anni con colleghi e istituzioni.
Un manager controverso ma centrale
La figura di Guarguaglini non è stata esente da polemiche. Nel 2011 ha lasciato Finmeccanica dopo essere stato coinvolto in inchieste su presunte irregolarità negli appalti. Le vicende giudiziarie si sono poi chiuse senza condanne definitive. “Era un uomo che non si è mai tirato indietro dalle sue responsabilità”, dice un ex collaboratore. “Ha sempre difeso il proprio operato con fermezza”.
Nonostante le difficoltà degli ultimi anni, Guarguaglini resta una figura chiave nella storia recente dell’industria pubblica italiana. Il suo nome è legato a un’epoca in cui le grandi aziende di Stato hanno provato a giocarsi la partita sui mercati globali, spesso tra mille ostacoli.
Il cordoglio del mondo industriale e politico
Nel pomeriggio sono arrivati i primi messaggi di cordoglio da parte di esponenti dell’economia e dei sindacati. “Con Guarguaglini se ne va uno degli ultimi grandi manager pubblici”, ha detto un rappresentante di Confindustria. Anche i sindacati metalmeccanici hanno espresso vicinanza alla famiglia, ricordando il ruolo avuto dal manager nei momenti più difficili delle ristrutturazioni.
I funerali si terranno nei prossimi giorni a Roma, in forma privata, come comunicato dalla famiglia. In queste ore, molti ex colleghi e amici stanno raggiungendo la casa dei Guarguaglini nel quartiere Parioli per un ultimo saluto.
Pier Francesco Guarguaglini lascia la moglie Marina Grossi e due figli. Se ne va uno dei protagonisti della stagione più intensa dell’industria pubblica italiana: un ingegnere che ha saputo trasformare una grande azienda statale in un gruppo internazionale, senza mai perdere di vista le sfide del mercato e della politica.
