Addio ad Arnaldo Caprai, il pioniere del Sagrantino che ha conquistato il mondo

Addio ad Arnaldo Caprai, il pioniere del Sagrantino che ha conquistato il mondo

Addio ad Arnaldo Caprai, il pioniere del Sagrantino che ha conquistato il mondo

Giada Liguori

Gennaio 5, 2026

Perugia, 5 gennaio 2026 – Arnaldo Caprai, imprenditore umbro noto nel mondo del tessile e del vino, si è spento ieri a 92 anni nella sua casa di Foligno. La notizia ha fatto subito il giro di Montefalco e dell’intera Umbria, dove Caprai era considerato un punto di riferimento per lo sviluppo economico e culturale. Il suo nome resta legato a doppio filo al rilancio del Sagrantino di Montefalco, un vino che grazie alla sua intuizione ha varcato i confini nazionali.

Da Foligno a Montefalco: la storia di un uomo che ha cambiato il vino umbro

Nato a Foligno nel 1933, Caprai ha iniziato la sua carriera nel tessile, fondando negli anni Cinquanta un’azienda solida e rispettata. Amava i merletti antichi e collezionava pezzi rari, spesso mostrati in mostre locali. Ma è negli anni Settanta che la sua vita prende una piega importante: compra una tenuta a Montefalco con vigneti poco curati. Da lì nasce un’avventura che trasformerà la viticoltura in Umbria.

Mio padre era un ottimista e un uomo generoso”, ricorda il figlio Marco Caprai, ora alla guida della cantina. Lo dice davanti all’ingresso dell’azienda, con una voce decisa, mentre amici e collaboratori si stringono intorno alla famiglia. “Ci lascia il messaggio di guardare sempre avanti, di credere nell’impresa e nel futuro”.

Il Sagrantino torna a brillare grazie a una scommessa coraggiosa

Quando Caprai prese in mano la tenuta di Montefalco, il Sagrantino era un vitigno quasi dimenticato, coltivato da pochi produttori locali. Lui vide le sue potenzialità: un vino forte, complesso. Investì tempo e risorse per farlo conoscere. Negli anni Ottanta e Novanta la cantina Caprai diventò un punto di riferimento, e nel 1992 il Sagrantino ottenne la prestigiosa DOCG.

Ha avuto una visione imprenditoriale straordinaria”, spiega Marco Caprai. “Prima nel tessile, poi nel vino. Un uomo che ha sempre creduto nelle grandi sfide, con cuore e impegno sociale”. Nella cantina, tra botti e vecchie etichette appese alle pareti, si respira ancora quell’aria di sfida e speranza che Arnaldo Caprai ha lasciato.

Un’eredità fatta di passione e di fiducia nel futuro

Fino a pochi mesi fa, Caprai seguiva ancora da vicino l’azienda. “Aveva 92 anni, ma fino all’ultimo ci ha insegnato che il futuro si costruisce con passione e fiducia”, racconta Marco. A Foligno lo ricordano come una persona riservata, ma sempre pronta ad ascoltare i giovani imprenditori e a sostenere progetti culturali e sociali.

Il sindaco di Montefalco, Luigi Titta, ha voluto esprimere il cordoglio della comunità: “Con Caprai perdiamo un pioniere dell’imprenditoria umbra, un uomo che ha saputo valorizzare il territorio senza mai dimenticare le sue radici”. In queste ore sono arrivati numerosi messaggi da istituzioni e associazioni.

Un segno profondo nella storia dell’Umbria e dell’Italia

La scomparsa di Arnaldo Caprai lascia un grande vuoto nel mondo dell’imprenditoria italiana, ma anche un’eredità solida: il Sagrantino, simbolo dell’Umbria in tutto il mondo. La cantina Caprai, guidata oggi dal figlio Marco, continuerà a portare avanti quella visione fatta di innovazione, rispetto della tradizione e amore per la terra.

I funerali si terranno domani alle 11 nella chiesa di San Francesco a Foligno. Si attende una grande partecipazione: imprenditori, produttori di vino, cittadini comuni. Tutti uniti nel ricordo di un uomo che ha saputo guardare lontano, senza mai perdere il legame con la sua terra.