Palermo, 5 gennaio 2026 – L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha messo la parola fine all’indagine sui prezzi dei voli da e per Sicilia e Sardegna, partita nel novembre 2023 dopo le numerose segnalazioni delle associazioni dei consumatori sul cosiddetto “caro-voli” durante le vacanze estive e natalizie. Nel rapporto finale, pubblicato oggi sul bollettino ufficiale, l’Antitrust ha escluso la presenza di collusione tra compagnie aeree e di anomalie legate all’uso degli algoritmi per il prezzo dei biglietti.
Niente intese illegali, ma la trasparenza resta un problema
Nel documento si legge chiaramente che l’Antitrust non ha trovato “fenomeni collusivi” legati al funzionamento degli algoritmi o a comportamenti “in parallelo” tra le compagnie sulle rotte che collegano le due isole con il resto d’Italia. Una conclusione che mette un punto fermo, almeno sul fronte delle pratiche anticoncorrenziali, dopo mesi di polemiche e richieste di chiarimenti.
Ma non è tutto oro quel che luccica. L’Autorità segnala infatti alcune criticità sulla trasparenza delle tariffe. Scrive che “i consumatori non riescono a sfruttare appieno le differenze, anche significative, tra i prezzi offerti dai vari vettori sulle rotte da e per Sicilia e Sardegna”. Il motivo? Le attuali condizioni non permettono una comparazione efficace delle offerte, con conseguenze negative sulla mobilità della domanda e sugli stimoli alla concorrenza.
Prezzi difficili da confrontare: a rimetterci sono i viaggiatori
Il rapporto mette in luce come la complessità del servizio aereo passeggeri renda difficile per chi viaggia orientarsi tra le diverse tariffe. “Le condizioni di trasparenza e comparabilità influenzano la mobilità della domanda”, si legge, “soprattutto in un servizio complesso come quello del trasporto aereo”. Tradotto: se non riesci a confrontare bene i prezzi, diventa dura scegliere l’offerta migliore.
Le associazioni dei consumatori – tra cui Codacons e Altroconsumo, che hanno sollevato il caso già nell’estate 2023 – parlano chiaro: questa situazione penalizza chi si sposta da e verso le isole, soprattutto quando la domanda è alta. “Non basta che non ci sia un cartello”, ha detto ieri il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, “serve che i cittadini possano confrontare le tariffe in modo semplice e chiaro”.
Le reazioni: un bilancio a metà strada
Il rapporto finale ha scatenato reazioni diverse. Le compagnie aeree hanno salutato con favore l’esito dell’indagine. Un portavoce di ITA Airways ha dichiarato: “Abbiamo sempre rispettato le regole”. Dall’altra parte, le associazioni dei consumatori chiedono interventi più decisi per assicurare una concorrenza reale.
Anche in politica si alzano voci che chiedono maggiore attenzione. Il deputato sardo Pietro Salis (PD) ha chiesto al governo “un tavolo permanente con compagnie e associazioni per monitorare i prezzi e intervenire quando serve”. Sulla stessa linea la presidente della Regione Sicilia, Caterina Russo, che ha parlato di “un primo passo, ma non basta: serve più trasparenza e strumenti concreti per difendere chi vive nelle isole”.
Cosa succederà ora: trasparenza al centro
Nel rapporto, l’Autorità Garante invita le compagnie a migliorare la trasparenza delle informazioni sulle tariffe, anche usando strumenti digitali che aiutino i consumatori a confrontare meglio le offerte. Un passo fondamentale per rafforzare la concorrenza e tenere sotto controllo i prezzi, specie sulle rotte insulari, dove la domanda è rigida e le alternative poche.
Per ora, nessuna multa né provvedimenti contro le compagnie. Ma il tema resta aperto: “Continueremo a vigilare”, si legge nelle conclusioni, “per garantire un mercato corretto e tutelare i diritti dei consumatori”. Un impegno che, nelle intenzioni, dovrebbe tradursi in viaggi meno costosi per chi vive o lavora tra Sicilia, Sardegna e continente.
