Torino, 5 gennaio 2026 – Un uomo di 41 anni, brasiliano naturalizzato italiano, è stato arrestato ieri mattina a Torino dagli agenti della squadra mobile. Era latitante da mesi, ricercato in tutto il mondo per una lunga serie di violenze sessuali su bambine commesse in Brasile. La cattura è avvenuta in un appartamento nella zona di Barriera di Milano, grazie a una segnalazione arrivata dal Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, su richiesta dell’Autorità giudiziaria brasiliana.
Catturato dopo mesi di ricerche serrate
Gli investigatori hanno ricostruito che il 41enne – il cui nome resta riservato per proteggere le vittime – era sparito subito dopo la condanna definitiva emessa dal Tribunale penale di San Paolo. La sentenza, datata 2022, lo riconosce colpevole di “stupro di persone vulnerabili”, un reato che in Brasile indica abusi su minori o persone incapaci di difendersi. La pena: vent’anni di carcere.
La squadra mobile di Torino, coordinata dalla Procura, ha lavorato a stretto contatto con i colleghi brasiliani e l’Interpol. “Abbiamo seguito ogni pista, ogni movimento sospetto”, ha raccontato un funzionario della questura. “Solo negli ultimi giorni siamo riusciti a individuare l’appartamento dove si nascondeva”.
Arresto silenzioso in periferia
L’operazione è scattata poco dopo le 7 di mattina. Gli agenti hanno circondato il palazzo in via Montanaro, in un quartiere popolare della città. Nessun colpo di scena, nessuna resistenza: l’uomo è stato trovato in pigiama, sorpreso dalla rapidità dell’irruzione. Dentro l’appartamento – ha riferito la polizia – non c’erano documenti falsi, solo effetti personali e un cellulare.
I vicini, sentiti oggi, hanno detto di averlo visto poche volte. “Era molto riservato, usciva poco”, ha raccontato una donna che abita sullo stesso pianerottolo. “Non avremmo mai pensato che fosse ricercato”.
Ora si attende l’estradizione
Il 41enne è stato portato nel carcere delle Vallette, in attesa che la Corte d’Appello di Torino decida sull’estradizione. Il Brasile ha già formalizzato la richiesta, con i documenti arrivati al Ministero della Giustizia nelle ultime ore. Fonti giudiziarie spiegano che la posizione dell’uomo è molto compromessa: la condanna è definitiva e i reati sono gravi sia per il sistema brasiliano che per quello italiano.
“L’Italia collabora pienamente con le autorità straniere nella lotta contro i reati sessuali e per la tutela dei minori”, ha detto un portavoce del Ministero. “Ogni richiesta viene esaminata con attenzione, ma in casi come questo la procedura è chiara”.
Un passato nascosto tra Italia e Brasile
L’uomo era arrivato in Italia circa dieci anni fa, ottenendo la cittadinanza dopo un matrimonio con una donna torinese. Negli ultimi tempi, dicono gli investigatori, aveva cambiato spesso casa e lavoro per evitare di essere trovato. Nessun precedente penale in Italia, almeno secondo le banche dati consultate.
Le indagini continuano per capire se abbia avuto complici o aiuti durante la latitanza. “Stiamo verificando ogni contatto”, hanno spiegato dalla squadra mobile. “Non escludiamo che qualcuno lo abbia aiutato a nascondersi”.
Le associazioni: “Giustizia per le vittime”
L’arresto ha suscitato reazioni tra le associazioni che si occupano di tutela dei minori. “Chi commette questi reati non deve trovare rifugio da nessuna parte”, ha detto Elisa Romano, presidente di Progetto Bambini Sicuri. “Speriamo che la giustizia faccia il suo corso e che le vittime possano trovare almeno un po’ di pace”.
Il caso resta aperto: nei prossimi giorni la Corte d’Appello dovrà decidere se consegnare l’uomo alle autorità brasiliane. Nel frattempo, l’appartamento di via Montanaro è sotto sequestro per ulteriori accertamenti.
