Milano, 5 gennaio 2026 – La prima settimana del 2026 si chiude con un sorriso per le Borse europee. I mercati hanno messo a segno piccoli ma costanti guadagni, mentre gli investitori restano con gli occhi puntati sulle tensioni geopolitiche, scatenate dall’attacco degli Stati Uniti al Venezuela e dalla cattura del presidente Nicolas Maduro. È stata una giornata di scambi prudenti, con una volatilità contenuta. I principali listini europei hanno messo a segno rialzi moderati, grazie soprattutto al buon momento del settore tecnologico e della difesa.
Tecnologia e difesa spingono i mercati
A fare la differenza è stato il settore tecnologico, che ha guadagnato il 2,2%. Dietro questo balzo c’è il buon andamento dei titoli asiatici e l’attesa per la conferenza stampa del ceo di Nvidia, Jensen Huang, prevista per il pomeriggio. In crescita anche il comparto della difesa, che ha segnato un +3,2%. Il motivo? Le preoccupazioni per la stabilità globale dopo gli ultimi sviluppi in Sud America. “Il mercato sta premiando chi punta sulla sicurezza e sull’innovazione digitale”, ha spiegato un analista di Piazza Affari, mettendo in luce la crescente domanda di soluzioni tecnologiche in questo momento.
Indici europei in crescita, energia e auto arrancano
L’indice paneuropeo Stoxx 600 ha chiuso con un +0,4%. Tra le Borse principali, spiccano Francoforte con un +0,8%, seguita da Madrid (+0,4%), Londra (+0,3%) e Parigi (+0,2%). Nel settore dell’energia la giornata è stata piatta (+0,02%), frenata dal calo dei prezzi del petrolio: il WTI ha chiuso a 57,29 dollari al barile (-0,05%), il Brent a 60,68 dollari (-0,1%). Sono invece scese le azioni delle auto (-0,3%) e della farmaceutica (-0,2%). Le utility hanno perso lo 0,3%, trascinate al ribasso dal prezzo del gas naturale europeo, sceso del 5% a 27,54 euro al megawattora.
Euro debole, oro in rialzo
Sul fronte delle valute, l’euro ha continuato a perdere terreno contro il dollaro, fermandosi a 1,1687. Dietro questa flessione ci sono le incertezze geopolitiche e le attese sulle prossime mosse delle banche centrali. “Il mercato si aspetta che la Fed resti cauta”, ha commentato un operatore di una banca d’affari. Tra le materie prime, l’oro ha guadagnato lo 0,8%, arrivando a 4.431 dollari l’oncia. In rialzo anche l’argento, salito del 2,3% a 76,19 dollari. “Gli investitori cercano rifugi sicuri in questo clima di incertezza”, ha spiegato un gestore di fondi milanese.
Titoli di Stato fermi, spread stabile
I titoli di Stato europei sono rimasti sostanzialmente fermi. Lo spread tra Btp e Bund tedesco si è mantenuto stabile a 70 punti base. Il rendimento del decennale italiano si è attestato al 3,60%, quello tedesco al 2,89%. Gli operatori hanno seguito con attenzione i segnali dal Tesoro italiano in vista delle aste di gennaio. “La situazione è sotto controllo”, ha detto un trader romano poco prima della chiusura.
Settimana cruciale per i mercati
Gli investitori guardano con attenzione ai prossimi giorni, aspettandosi nuovi sviluppi sul fronte internazionale e le prime indicazioni economiche dell’anno. La settimana potrebbe restare agitata. Tutti sono pronti a capire se le tensioni in Venezuela e le reazioni dei mercati emergenti peseranno sui listini o se invece la crescita delle Borse europee continuerà senza scossoni.
