Milano, 5 gennaio 2026 – Le Borse europee hanno chiuso la prima seduta della settimana in rialzo, con gli occhi puntati sugli Stati Uniti dopo il blitz in Venezuela e la caduta di Nicolás Maduro. A fine giornata, lunedì 5 gennaio, il clima nelle principali piazze finanziarie europee è stato cauto ma positivo, con qualche indice che ha mostrato segnali di ripresa più netti rispetto ad altri.
Francoforte guida la ripresa: il Dax vola dell’1,34%
Francoforte ha fatto meglio di tutti. Il Dax ha chiuso in rialzo dell’1,34%, a 24.868 punti. Gli investitori hanno premiato soprattutto i titoli industriali, sostenuti da un clima di fiducia dopo le prime reazioni internazionali agli eventi in Sud America. “Il mercato ha risposto rapidamente, anche se la situazione resta incerta”, ha detto un trader della Borsa di Francoforte poco dopo le 17.30, mentre i monitor segnavano il verde quasi ovunque.
Parigi e Londra: prudenza e stabilità
A Parigi, il Cac 40 ha guadagnato solo lo 0,2%, chiudendo a 8.211 punti. Gli analisti francesi parlano di maggiore prudenza, legata alle tensioni geopolitiche e all’attesa per i dati economici in arrivo nei prossimi giorni. “Gli investitori stanno cercando di capire come le tensioni internazionali potrebbero pesare sulle esportazioni europee”, ha spiegato un consulente finanziario parigino, sottolineando che le blue chip sono rimaste quasi ferme tutta la giornata.
A Londra, il Ftse 100 ha chiuso in progresso dello 0,54%, a 10.004 punti. La City ha mostrato una certa tenuta, soprattutto grazie ai titoli dell’energia e delle materie prime, settori sensibili alle tensioni geopolitiche. “Il petrolio ha beneficiato delle oscillazioni dei prezzi dopo le notizie dal Venezuela”, ha raccontato un gestore di fondi londinese, mentre altri comparti sono rimasti più prudenti.
Mercati in attesa: tutti gli occhi su Washington
La giornata è stata dominata dall’attesa delle mosse degli Stati Uniti dopo il blitz che ha portato alla caduta di Maduro in Venezuela. Gli investitori hanno seguito con attenzione le prime dichiarazioni da Washington e Caracas, cercando di capire quali saranno le conseguenze sui mercati globali e sui prezzi delle materie prime, in particolare del petrolio. “C’è molta cautela, nessuno vuole esporsi troppo finché non sarà chiaro come andrà a finire”, ha ammesso un analista milanese contattato nel tardo pomeriggio.
Le prime analisi dicono che la situazione resta incerta. I mercati camminano su un filo sottile, tra speranza di stabilità e paura di nuove turbolenze. Il Venezuela è uno dei maggiori produttori di petrolio al mondo e qualsiasi cambiamento nella guida politica potrebbe avere effetti a catena sui prezzi dell’energia.
Prudenza tra gli investitori: avanti con cautela
In questo clima, la parola d’ordine è prudenza. Gli investitori europei tengono d’occhio sia l’evoluzione della crisi venezuelana sia le prossime mosse della Federal Reserve, attesa nei prossimi giorni con nuovi segnali sulla politica monetaria. “Non ci aspettiamo scossoni subito, ma la tensione resta alta”, ha detto un economista di Bruxelles.
Per ora, le piazze europee hanno chiuso la prima giornata del 2026 con un moderato ottimismo, consapevoli però che le prossime settimane saranno decisive per capire come gli eventi internazionali influenzeranno le economie europee. Il bilancio di oggi – con Francoforte in testa, seguita da Londra e Parigi – racconta di una fase di attesa e di possibile svolta, dove ogni notizia può cambiare rapidamente gli equilibri.
Gli occhi restano fissi sulle agenzie internazionali e sulle sale operative: solo allora si capirà se questa ripresa sarà duratura o se torneranno le incertezze.
