Roma, 5 gennaio 2026 – Lo spread tra Btp e Bund resta stabile, chiudendo oggi poco sopra i 70 punti base. Un segnale che, per gli operatori di Piazza Affari, conferma una fase di calma relativa sui mercati obbligazionari italiani. Il rendimento del Btp decennale ha subito un leggero calo, attestandosi al 3,56%. Secondo alcuni analisti, questo andamento riflette la fiducia degli investitori e le attese sulle prossime mosse della Banca Centrale Europea.
Spread Btp-Bund: un equilibrio che tiene
Nel dettaglio, la differenza tra i rendimenti dei titoli di Stato italiani e quelli tedeschi – il cosiddetto spread – si è mantenuta poco sopra i 70 punti base. Per molti osservatori, questo livello è una sorta di soglia psicologica, dopo mesi di oscillazioni più forti. “Il mercato sembra aver trovato una sua stabilità”, ha detto nel tardo pomeriggio Giovanni Rossi, responsabile analisi di una banca d’investimento a Milano. “Al momento non ci sono stati scossoni né sul fronte politico né su quello macroeconomico”.
La giornata è partita con una leggera pressione sui titoli italiani, ma già a metà mattina i volumi sono tornati nella norma. Intorno all’ora di pranzo, lo spread oscillava tra 69 e 71 punti base, per poi chiudere vicino ai valori di apertura. Un andamento che ha sorpreso qualcuno, abituato a più alta volatilità nelle prime settimane dell’anno.
Rendimento decennale in calo: cosa sta succedendo
Il rendimento del Btp a dieci anni è sceso al 3,56%, un lieve calo rispetto ai giorni scorsi. Secondo gli esperti di Intesa Sanpaolo, questo riflette sia una minore percezione del rischio legato all’Italia sia le aspettative su possibili tagli dei tassi da parte della BCE. “Gli investitori puntano su una politica monetaria più morbida”, ha spiegato Luca Bianchi, strategist obbligazionario. “Questo si traduce in una domanda più solida per i titoli governativi, soprattutto quelli dei Paesi periferici”.
Nonostante il calo, il Tesoro italiano non segnala problemi particolari per le aste previste a gennaio. Fonti del Ministero dell’Economia confermano che il calendario delle emissioni resta invariato e non sono previste modifiche nelle strategie di raccolta.
Il contesto internazionale e cosa aspettarsi
Sul piano internazionale, la situazione resta incerta. Le tensioni in Medio Oriente e quelle sul Mar Rosso continuano a condizionare i mercati globali. Tuttavia, per ora, l’impatto sui titoli di Stato italiani è limitato. “Gli investitori istituzionali sono cauti”, ha ammesso un gestore di fondi di Londra contattato nel pomeriggio. “Ma l’Italia può ancora contare sul sostegno della BCE e su un quadro politico abbastanza stabile”.
Sul fronte europeo, il rendimento del Bund tedesco si è mantenuto intorno al 2,85%, senza grandi variazioni rispetto a ieri. La differenza con il Btp resta quindi contenuta, segno che per il momento non emergono tensioni tra i Paesi dell’Eurozona.
Gli operatori guardano avanti con attenzione
A Piazza Affari, la giornata si è chiusa senza scossoni, con pochi movimenti sui titoli bancari e nessun allarme nel comparto finanziario. “Il mercato è già concentrato sulle prossime mosse della BCE”, ha confidato un trader di una banca d’affari italiana. “Se davvero arriveranno tagli dei tassi entro primavera, potremmo vedere ulteriori cali nei rendimenti”.
Gli operatori restano però vigili. Le settimane a venire saranno decisive per capire se questa calma durerà o se torneranno le turbolenze degli ultimi anni. Per ora, però, lo spread è sotto controllo e il rendimento del decennale italiano si mantiene su livelli ritenuti sostenibili dagli analisti.
In attesa delle nuove aste del Tesoro e delle decisioni della BCE, il clima sui mercati resta prudente. Ma, come ricordano in molti, basta poco per cambiare tutto: una dichiarazione a sorpresa o un dato macroeconomico diverso dal previsto possono rimettere in gioco l’intero scenario.
