Milano, 5 gennaio 2026 – Eni ha dato il via, dal primo gennaio, al trasferimento del ramo d’azienda dell’unità di business Refining Evolution & Transformation alla nuova società Eni Industrial Evolution Spa. L’annuncio, arrivato questa mattina dalla sede milanese, segna un passaggio decisivo nella gestione degli impianti tradizionali e nello sviluppo di nuove filiere, con un occhio sempre più attento all’economia circolare.
Nasce Eni Industrial Evolution Spa: cosa cambia e chi guida
La nuova società sarà guidata da Umberto Carrara, che ricoprirà il ruolo di presidente e amministratore delegato. Il suo compito sarà gestire le principali raffinerie e depositi di Eni in Europa e Medio Oriente. “Vogliamo continuare la trasformazione industriale, mantenendo forte la competitività degli impianti tradizionali e puntando su innovazione e sostenibilità”, ha detto Carrara ai giornalisti subito dopo l’annuncio.
In pratica, sotto la nuova società finiscono la raffineria di Sannazzaro de’ Burgondi (Pavia), quella di Taranto, la quota nella joint venture della Raffineria di Milazzo, la raffineria di Livorno, lo stabilimento di Robassomero e il Centro Ricerche Sud di San Filippo del Mela. A questi si aggiungono i principali asset logistici – depositi e oleodotti – e le partecipazioni in Ecofuel S.p.A. e Costiero Gas Livorno Spa.
Rafforzare la presenza in Europa e Medio Oriente
La nuova struttura punta a dare più forza a Eni nei mercati europei e mediorientali, semplificando la gestione degli impianti chiave. Fonti interne spiegano che mettere insieme queste attività in una società dedicata serve anche ad accelerare le decisioni e a concentrare gli investimenti nella transizione energetica.
Le raffinerie coinvolte sono nodi importanti per l’industria italiana. A Sannazzaro de’ Burgondi si lavorano milioni di tonnellate di greggio ogni anno, mentre lo stabilimento di Taranto è uno dei poli energetici più importanti del Sud. La joint venture nella Raffineria di Milazzo, condivisa con altri partner, permette a Eni di mantenere un ruolo chiave anche in Sicilia.
Economia circolare e trasformazione industriale
Uno degli obiettivi principali della nuova società è spingere sull’economia circolare, sviluppando nuove filiere che puntino al riuso delle risorse e a ridurre l’impatto sull’ambiente. “La trasformazione industriale non è più solo una scelta, ma una necessità per restare competitivi e sostenibili nel tempo”, ha sottolineato Carrara.
In questo senso, il coinvolgimento del Centro Ricerche Sud e le partecipazioni in realtà come Ecofuel sono fondamentali. Queste realtà lavorano su tecnologie per il riciclo e la produzione di carburanti alternativi. Secondo alcuni tecnici presenti all’incontro, nei prossimi mesi partiranno nuovi progetti pilota proprio su questi temi.
Lavoro e futuro: nessun taglio all’orizzonte
Sul fronte occupazione, non sono previsti tagli immediati. Il personale che lavora nelle raffinerie e negli altri asset coinvolti passerà alla nuova società senza cambiamenti nei contratti. “La continuità operativa è assicurata”, dicono fonti sindacali ascoltate nel pomeriggio. Resta però da vedere come si muoveranno gli investimenti e quali saranno gli effetti a medio termine.
Per Eni, la nascita di Industrial Evolution Spa è un pezzo importante della strategia per un’industria più sostenibile. Il gruppo, che negli ultimi anni ha già avviato esperimenti nella bio-raffinazione e nella decarbonizzazione, vuole ora consolidare il tutto con una governance più specializzata.
Un nuovo capitolo per l’energia italiana
Questa riorganizzazione arriva in un momento di grande cambiamento per il settore energetico europeo. Nei prossimi mesi, secondo quanto filtrato da fonti vicine al dossier, arriveranno dettagli sulle strategie di investimento della nuova società. Per ora, la priorità è far funzionare al meglio gli impianti e accompagnare la transizione verso modelli produttivi più sostenibili.
“È una sfida che riguarda tutto il settore industriale italiano”, ha commentato un dirigente sindacale della Cgil chimici. “Solo investendo in innovazione e formazione si potrà affrontare il cambiamento senza lasciare indietro nessuno”.
