Il Papa e Mattarella insieme per la chiusura della Porta Santa: un evento da non perdere

Il Papa e Mattarella insieme per la chiusura della Porta Santa: un evento da non perdere

Il Papa e Mattarella insieme per la chiusura della Porta Santa: un evento da non perdere

Matteo Rigamonti

Gennaio 5, 2026

Roma, 5 gennaio 2026 – Domani mattina, alle 9.30, Papa Leone chiuderà la Porta Santa della Basilica di San Pietro, segnando la fine ufficiale del Giubileo. La cerimonia, che si svolgerà nel cuore del Vaticano, vedrà la partecipazione del Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, insieme a migliaia di fedeli arrivati da ogni angolo del mondo. L’annuncio è stato dato oggi da monsignor Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, durante una conferenza stampa nella Sala Stampa vaticana.

La Porta Santa si chiude: un momento carico di significato

La chiusura della Porta Santa è uno dei momenti più attesi e simbolici di tutto l’Anno Santo. Dodici mesi fa, a dicembre 2025, Papa Leone aveva aperto quel portale in bronzo davanti a una folla raccolta in preghiera. Domani, con un gesto lento e solenne, il Pontefice metterà fine a questo pellegrinaggio spirituale che ha visto passare milioni di persone. “Sarà un momento di raccoglimento e ringraziamento”, ha detto monsignor Fisichella, sottolineando come la presenza del Capo dello Stato “rappresenti il legame stretto tra le istituzioni italiane, la Chiesa e i fedeli”.

Un Giubileo che ha superato ogni aspettativa

Secondo i dati del Dicastero per l’Evangelizzazione, più di 18 milioni di pellegrini hanno varcato la soglia di San Pietro durante il Giubileo. Numeri ben più alti di quelli previsti, che hanno messo a dura prova l’organizzazione del Vaticano e le forze dell’ordine italiane. “Abbiamo visto famiglie arrivare a piedi da piccoli paesi, gruppi di giovani che pregavano anche di notte, anziani che aspettavano ore solo per un breve passaggio”, ha raccontato Fisichella. Le immagini delle file interminabili in Piazza San Pietro, con ombrelli colorati e canti spontanei, sono diventate la cartolina di questi mesi.

Sicurezza e accoglienza: la sfida ogni giorno

La sicurezza è stata garantita grazie a un lavoro coordinato tra Gendarmeria Vaticana, Polizia di Stato e Protezione Civile. Dall’alba fino a sera, centinaia di agenti hanno controllato gli ingressi e gestito i flussi di pellegrini. “Qualche momento di tensione c’è stato”, ha ammesso un funzionario della Questura di Roma, “ma la collaborazione tra forze italiane e vaticane ha assicurato tranquillità a tutti”. In più, volontari della Caritas hanno distribuito acqua e coperte termiche ai fedeli in attesa sotto la pioggia o al freddo.

La Porta Santa: un simbolo di rinascita

La Porta Santa si apre solo negli Anni Santi, una tradizione che risale al 1500. Attraversarla significa entrare in una nuova vita, fatta di perdono e riconciliazione. “Per molti pellegrini – ha ricordato Fisichella – questo gesto è una vera rinascita interiore”. Domani, dopo la messa celebrata da Papa Leone, la porta verrà chiusa con un rito antico fatto di preghiere, incenso e del sigillo apposto dal Pontefice. Solo allora la Basilica tornerà alla sua routine.

Fedeli e istituzioni: il clima alla vigilia

Negli ultimi giorni, gruppi organizzati da tutta Italia hanno raggiunto Roma: dalla Lombardia alla Sicilia, passando per le diocesi più piccole. “Non potevamo mancare”, ha detto suor Maria Teresa, arrivata da Catania con venti parrocchiani. Anche le autorità civili hanno voluto sottolineare l’importanza dell’evento. “La chiusura del Giubileo è un momento che unisce credenti e non credenti”, ha dichiarato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. In piazza si respira un’attesa composta, con bandiere bianche e gialle che sventolano tra i turisti intenti a fotografare la cupola illuminata all’alba.

Fede e numeri: il bilancio di un anno straordinario

Il Giubileo che si chiude lascia dietro di sé cifre impressionanti: oltre ai milioni di pellegrini, si contano centinaia di iniziative caritative promosse dalla Santa Sede. Secondo fonti vaticane, sono stati distribuiti più di 250mila pasti ai senza dimora e organizzati decine di incontri ecumenici. “Abbiamo voluto un Giubileo di misericordia concreta”, ha spiegato Fisichella. Domani, con la chiusura della Porta Santa, si chiude anche una pagina intensa per Roma e per la comunità cattolica mondiale. Eppure, come spesso accade dopo eventi del genere, resta una domanda nell’aria: cosa resterà davvero di questo Anno Santo?