Roma, 5 gennaio 2026 – Preoccupazione e insicurezza sono le parole con cui gli italiani descrivono l’inizio del 2026, secondo il nuovo Rapporto Coop 2025. L’indagine, basata su un campione rappresentativo, scatta una fotografia chiara di un sentimento diffuso, quasi inevitabile. Il 37% degli intervistati indica la preoccupazione come emozione principale, mentre il 23% parla di insicurezza. C’è però anche chi prova a guardare avanti con speranza: uno su quattro si dice ottimista, o almeno ci prova.
Italia e mondo: un anno segnato dalla tensione
Allargando lo sguardo, la tensione cresce. Il 43% degli italiani vede il 2026 come un anno di turbolenze, il 34% lo definisce un periodo di instabilità. Solo l’1% immagina un futuro stabile. Un dato che colpisce, soprattutto se paragonato agli anni scorsi. “L’incertezza coinvolge tutte le età”, spiega uno dei ricercatori. “Le crisi internazionali, i conflitti e la situazione economica pesano sulle aspettative di tutti”.
Economia in bilico: previsioni al ribasso
Non sorprende che questa incertezza si rifletta anche sull’economia. Il 38% degli esperti intervistati nel rapporto prevede un forte calo o una contrazione dei mercati finanziari nel 2026. Le stime per il Pil italiano sono basse, con una crescita stimata appena dello 0,2%. I consumi restano quasi fermi, con un aumento previsto dello 0,3%. “L’incertezza globale spinge a fare scelte più prudenti”, commenta un analista romano. “Le famiglie rinviano gli acquisti importanti e preferiscono mettere da parte i risparmi”.
I leader mondiali sotto la lente: giudizi duri
Il rapporto si sofferma anche sui giudizi sugli attori principali della scena internazionale. Gli opinion leader italiani hanno un’opinione molto negativa su Benjamin Netanyahu, Vladimir Putin e Donald Trump, tutti con oltre l’80% di pareri sfavorevoli. Diverso il quadro per altri leader: il premier spagnolo Pedro Sanchez riceve il 65% di valutazioni positive, seguito dal britannico Keir Starmer (47%). Anche il presidente cinese Xi Jinping ottiene un buon consenso, con il 43% di giudizi favorevoli. “Si distingue chiaramente chi è visto come promotore di stabilità e chi invece è associato a conflitti e tensioni”, osserva uno degli autori del rapporto.
Famiglia e futuro: i giovani frenano
Un altro dato interessante riguarda le aspettative personali per il nuovo anno. Tra i giovani tra i 18 e i 44 anni, solo il 12% dice di desiderare un figlio nel 2026. Un segnale che conferma la prudenza anche nelle scelte familiari. “La natalità è ai minimi storici”, ammette una sociologa dell’Università La Sapienza di Roma. “Le incertezze economiche e sociali pesano molto sulle decisioni dei giovani”.
Un barlume di speranza: ottimismo e curiosità resistono
Nonostante tutto, una parte degli italiani non rinuncia a guardare avanti con fiducia. Il 25% del campione si dice ottimista, mentre il 24% indica la curiosità e la fiducia come sentimenti guida per affrontare l’anno. “C’è chi prova a reagire alle difficoltà con spirito positivo”, racconta una giovane intervistata a Milano poco dopo Capodanno. “Non è semplice, ma bisogna provarci”.
In sintesi, il quadro che viene fuori dal Rapporto Coop 2025 è quello di un Paese sospeso tra timori e speranze. Un’Italia che osserva con attenzione – e un po’ di ansia – ciò che succede nel mondo, ma che non rinuncia del tutto a sperare in un cambiamento.
