Milano, 5 gennaio 2026 – La Borsa di Milano ha chiuso oggi con un +1,04%, portando il Ftse Mib a 45.847 punti. Una giornata movimentata, con la spinta soprattutto dai settori della difesa e dell’energia, in scia alle tensioni geopolitiche nate dopo il blitz statunitense in Venezuela. Gli investitori hanno reagito in fretta, spostando soldi verso i titoli ritenuti più solidi in momenti di incertezza globale.
Difesa ed energia guidano la ripresa di Piazza Affari
A fare la differenza è stata Leonardo, che ha messo a segno un balzo del 6,25%. Il gruppo aerospaziale ha raccolto i frutti dell’attenzione crescente verso il settore difesa, in un mondo che, come ha spiegato un analista di Equita Sim, “chiede sempre più sistemi di sicurezza e tecnologia militare”. In scia a Leonardo, anche Tenaris (+4,6%) e Fincantieri (+4,5%) hanno fatto segnare rialzi importanti. Per Tenaris, la spinta è arrivata dal prezzo del petrolio in aumento, mentre Fincantieri ha beneficiato delle prospettive di nuovi ordini legati alla cantieristica militare.
Il clima sui mercati è rimasto teso per tutta la mattina. Gli scambi si sono fatti più vivaci dopo le 11, quando sono arrivate le prime notizie sull’operazione americana a Caracas. “Gli investitori cercano rifugio nei titoli difensivi”, ha commentato un trader milanese poco dopo mezzogiorno. Anche nelle altre piazze europee, il settore difesa è stato tra i più richiesti.
Lusso e banche in rosso
Non tutte le blue chip hanno beneficiato di questo clima di acquisti. Sul fronte opposto, Brunello Cucinelli e Recordati hanno chiuso in calo dell’1,9%. La maison umbra ha pagato le prese di profitto dopo il rally di dicembre, mentre Recordati ha risentito della debolezza del comparto farmaceutico europeo. In rosso anche alcune banche: Banco Bpm ha perso l’1,67%, penalizzata dalle vendite dopo i recenti massimi. Male anche Stellantis (-1,1%) e Mps (-1,08%), con quest’ultima che ha risentito delle incertezze sulle fusioni bancarie.
Secondo gli operatori, l’attesa per le prossime mosse della Federal Reserve e della Banca Centrale Europea ha frenato gli acquisti sui titoli più legati ai cicli economici. “C’è prudenza sulle banche – ha spiegato un gestore di fondi – perché il quadro dei tassi resta incerto e molti preferiscono mettere al sicuro i guadagni”.
Il peso delle tensioni geopolitiche
A dominare la scena sono state le notizie dal Venezuela. Il blitz americano, avvenuto nella notte italiana, ha riacceso i timori di un’escalation nella regione. Gli investitori hanno spostato i capitali verso i settori più sicuri in caso di crisi internazionale. “Il comparto difesa è tornato sotto i riflettori”, ha confermato un analista di Banca Akros nel pomeriggio.
Anche l’energia ha guadagnato terreno: il petrolio Brent ha superato gli 84 dollari al barile, sostenendo i titoli legati all’oil&gas. A Piazza Affari, oltre a Tenaris, hanno fatto bene anche Eni e Saipem, seppur con variazioni meno marcate.
Volumi alti e sguardo al futuro
Gli scambi sono rimasti vivaci per tutta la giornata: secondo Borsa Italiana, il controvalore trattato sul mercato principale ha superato i 2 miliardi di euro, un livello superiore alla media recente. Gli occhi ora sono puntati sulle prossime mosse delle banche centrali e sull’evoluzione della crisi venezuelana.
“Il mercato resta molto sensibile alle notizie geopolitiche”, ha ammesso un broker di Piazza Affari poco prima della chiusura. Solo verso fine seduta si è visto un rallentamento degli acquisti, ma il bilancio finale è rimasto positivo.
In sostanza, la giornata ha mostrato come la Borsa di Milano sia pronta a reagire subito agli shock esterni, premiando i settori più difensivi e penalizzando quelli più esposti alle incertezze dell’economia globale. Nei prossimi giorni, tra crisi internazionali e decisioni delle banche centrali, la volatilità sarà probabilmente ancora protagonista.
