Milano, 5 gennaio 2026 – Sono ore cruciali all’Ospedale Niguarda di Milano, dove undici feriti nell’incendio di Crans-Montana lottano tra la vita e la morte. Cinque di loro sono stati portati al Centro grandi ustioni, mentre gli altri sei sono ricoverati in Terapia intensiva. Di questi, tre sono in condizioni “particolarmente critiche”, come ha spiegato il direttore di Anestesia e Rianimazione, Giampaolo Casella. La situazione, ha aggiunto il medico, resta “estremamente seria” e il personale si prepara a settimane di lavoro senza sosta.
Feriti con ustioni gravi e danni da inalazione
I pazienti coinvolti nell’incendio di Crans-Montana, avvenuto pochi giorni fa, presentano ustioni molto estese e gravi danni ai polmoni causati dall’inalazione di fumi tossici. “Purtroppo, tutti hanno subito anche un danno da inalazione di fumi velenosi”, ha detto Casella ai cronisti subito dopo il bollettino medico delle 10.30. I medici del Niguarda, che hanno già gestito casi simili, parlano di una “vera e propria battaglia” da affrontare nelle prossime settimane.
Interventi chirurgici e complicazioni in arrivo
Il personale sanitario ha già effettuato diversi interventi chirurgici: sei pazienti sono stati operati subito dopo il ricovero, altri due nelle ore successive, mentre due sono ancora in sala operatoria questa mattina. “Ne abbiamo fatti già tanti”, ha ammesso Casella, lasciando intendere che la situazione è ancora molto fluida e che serviranno altri interventi. “Prevediamo complicazioni”, ha aggiunto, riferendosi a possibili infezioni, problemi respiratori e difficoltà nella gestione delle ustioni profonde.
L’ospedale e l’attesa dei familiari
All’ingresso del reparto, il via vai di medici e infermieri si alterna alle attese silenziose dei familiari. Alcuni sono arrivati dalla Svizzera nella notte tra venerdì e sabato, altri hanno raggiunto Milano nelle prime ore del mattino. “Siamo qui da ieri sera, non ce ne andiamo finché non ci dicono qualcosa”, ha detto una parente di uno dei feriti, seduta su una panchina del corridoio. L’ospedale ha allestito un punto di ascolto per i parenti, offrendo aggiornamenti continui e supporto psicologico.
Settimane decisive per la sopravvivenza
Secondo i medici del Niguarda, le prossime settimane saranno decisive per le condizioni dei pazienti più gravi. “La situazione è molto seria”, ha ribadito Casella, sottolineando che il decorso delle ustioni estese e dei danni da inalazione richiede tempi lunghi e un monitoraggio costante. In questi casi, spiegano gli specialisti, le condizioni possono cambiare in fretta: infezioni, insufficienza respiratoria o problemi ai reni sono rischi sempre dietro l’angolo.
Dal trasferimento all’emergenza in ospedale
I feriti sono stati trasferiti a Milano sabato con mezzi speciali, dopo una prima stabilizzazione negli ospedali svizzeri. Il Niguarda è uno dei centri di riferimento in Italia per la cura delle grandi ustioni, con équipe composte da anestesisti, chirurghi plastici, pneumologi e infermieri specializzati. “Abbiamo attivato tutte le procedure di emergenza”, ha spiegato un responsabile sanitario, ricordando che la struttura ha già affrontato situazioni simili in passato.
Solidarietà e attesa carica di tensione
Nel frattempo, sono arrivati messaggi di solidarietà dalla comunità italiana in Svizzera e dalle autorità locali. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha espresso vicinanza alle famiglie e ha ringraziato il personale sanitario per l’impegno. In ospedale, però, l’atmosfera resta tesa: nei corridoi del Niguarda si respira un’aria fatta di sguardi preoccupati e attese cariche di silenzio. Solo nelle prossime ore – forse giorni – si capirà se la battaglia per la vita dei feriti di Crans-Montana potrà essere vinta.
