Bruxelles, 5 gennaio 2026 – La Commissione Europea ha ribadito oggi il suo sostegno alla sovranità della Groenlandia e della Danimarca, dopo le recenti dichiarazioni di Donald Trump che hanno riacceso il dibattito internazionale sull’isola artica. In una nota diffusa questa mattina, una portavoce dell’esecutivo comunitario ha sottolineato che l’Unione Europea “continua a difendere i principi della sovranità e dell’integrità territoriale, come previsto dalla Carta delle Nazioni Unite”, confermando la posizione già espressa nei giorni scorsi.
Bruxelles non molla: fermezza sulla Groenlandia
Le parole di Trump, pronunciate durante un comizio in Iowa e riportate dai media americani, hanno riaperto una questione che sembrava chiusa dal 2019, quando l’allora presidente degli Stati Uniti aveva fatto trapelare l’idea di comprare la Groenlandia. “Abbiamo già sentito le parole di Donald Trump sulla Groenlandia”, ha ricordato la portavoce della Commissione, senza entrare nel merito delle ultime affermazioni, ma sottolineando la linea di Bruxelles: solidarietà alla Groenlandia e alla Danimarca.
Il richiamo alla Carta dell’Onu non è casuale. L’Unione Europea si appoggia spesso ai principi internazionali che regolano i rapporti tra Stati e territori. “Difendiamo l’integrità territoriale”, ha spiegato la funzionaria, lasciando intendere che ogni ipotesi di cambiamento dello status della Groenlandia deve seguire le regole del diritto internazionale.
Danimarca e Groenlandia, un legame strategico con gli Stati Uniti
La portavoce ha poi evidenziato un punto chiave: la Danimarca è alleata degli Stati Uniti nella Nato. Un elemento che, secondo Bruxelles, fa “una grande differenza” rispetto ad altri casi internazionali, come quello del Venezuela. “La situazione è diversa”, ha detto, “perché qui parliamo di alleati che condividono valori e responsabilità comuni”.
La Groenlandia, territorio autonomo danese dal 1979, mantiene rapporti stretti con Washington soprattutto per ragioni strategiche. La base militare americana di Thule, nel nord dell’isola, è un punto cruciale per la difesa atlantica. Eppure, ogni volta che dagli Stati Uniti arrivano segnali di interesse diretto sull’isola – sia economico che politico – la risposta europea non si fa mai attendere.
Silenzio prudente da Copenaghen, ma tensioni in aumento
Nelle ultime ore, il governo danese ha scelto di mantenere un profilo basso. Nessuna dichiarazione ufficiale da Copenaghen, almeno fino a questa mattina. Fonti diplomatiche raccolte da alanews.it parlano di prudenza: “Non vogliamo alimentare polemiche”, avrebbe confidato un funzionario del ministero degli Esteri danese. Anche la Groenlandia, tramite il premier Múte Bourup Egede, aveva già escluso in passato qualsiasi ipotesi di cessione o vendita del territorio.
Il quadro internazionale resta delicato. La corsa alle risorse artiche – petrolio, gas, minerali rari – rende la Groenlandia un obiettivo sempre più ambito dalle grandi potenze. L’Unione Europea cerca di mantenere l’equilibrio: rispetto dei trattati internazionali e sostegno agli alleati del Nord.
Groenlandia, nodo geopolitico nel grande gioco artico
Questa vicenda si inserisce in un momento di forte tensione tra Stati Uniti, Russia e Cina, tutti in corsa per il controllo delle rotte artiche. Con i ghiacci che si sciolgono rapidamente e nuove vie commerciali che si aprono lungo il Passaggio a Nord-Ovest, la Groenlandia rischia di diventare il campo di battaglia delle superpotenze. Bruxelles segue tutto con attenzione. “La stabilità della regione artica è fondamentale per la sicurezza europea”, ha ricordato la portavoce.
Ecco perché ogni parola che arriva da Washington su questo tema viene pesata con attenzione dalle cancellerie europee. Per ora, la linea è chiara e ferma: nessun cambiamento dello status della Groenlandia senza il consenso di tutti i soggetti coinvolti.
In attesa di nuovi segnali ufficiali dagli Stati Uniti o dalla Danimarca, l’Unione Europea conferma il suo ruolo di garante dei principi internazionali. Una partita diplomatica che si gioca tra Bruxelles, Copenaghen e Washington – con la Groenlandia al centro di equilibri sempre più delicati.
