Copenaghen, 6 gennaio 2026 – La Danimarca vuole potenziare la sua presenza militare in Groenlandia e, insieme agli alleati, aumentare le attività della NATO nell’Artico. Lo ha detto il ministro della Difesa danese, Troels Lund Poulsen, in un comunicato rilanciato dall’agenzia Ritzau. La decisione nasce da nuove esigenze di sicurezza nella regione. “Avremo una presenza NATO più forte, con più esercitazioni”, ha aggiunto il ministro, sottolineando quanto la Groenlandia sia un punto chiave per l’Alleanza Atlantica.
Groenlandia, un pezzo grosso nell’Artico
Negli ultimi anni, l’Artico è tornato al centro della scena mondiale. Lo scioglimento dei ghiacci e le tensioni tra le potenze hanno reso questa zona una delle più delicate per la sicurezza di Europa e Nord America. La Groenlandia, pur autonoma, resta parte del Regno di Danimarca e ospita già strutture militari importanti, come la base aerea americana di Thule. “Voglio ribadire che la Groenlandia fa parte del Commonwealth danese. Non mi risulta che nessuno lo metta in dubbio a livello internazionale”, ha detto Poulsen, rispondendo così alle voci su possibili rivendicazioni straniere.
Più NATO, più esercitazioni
Il ministro ha spiegato che la Danimarca spingerà per una presenza più forte della NATO nell’area, con un aumento delle esercitazioni congiunte. L’idea è chiara: rafforzare la deterrenza e migliorare la capacità di risposta in caso di emergenze nell’Artico. “La collaborazione con gli Stati Uniti resta fondamentale”, ha sottolineato Poulsen, ricordando che Danimarca e Groenlandia sono membri dell’Alleanza Atlantica. Nei prossimi mesi, le esercitazioni militari, che coinvolgeranno anche altri Paesi alleati, dovrebbero intensificarsi, soprattutto per rispondere alle crescenti mosse della Russia nella zona.
Uno sguardo geopolitico e le reazioni
La scelta di Copenaghen arriva in un momento di grande attenzione internazionale sull’Artico. Negli ultimi tempi, Mosca ha rafforzato la sua presenza militare lungo la rotta del Mare del Nord, mentre Washington ha sottolineato l’importanza strategica della Groenlandia per la sicurezza transatlantica. Fonti diplomatiche europee riferiscono che la decisione danese è stata discussa anche in sede NATO e non ha incontrato particolari opposizioni tra gli alleati. “È una mossa in linea con l’evoluzione del quadro internazionale”, ha commentato un funzionario della difesa norvegese contattato dalla stampa locale.
Cosa ne pensa la gente in Groenlandia
In Groenlandia, dove vivono circa 56mila persone sparse su un territorio enorme, le opinioni sono divise. Alcuni leader locali chiedono di essere maggiormente coinvolti nelle scelte che riguardano la sicurezza dell’isola. “La nostra priorità resta lo sviluppo sostenibile e il rispetto delle comunità locali”, ha detto Múte Bourup Egede, premier della Groenlandia, in un’intervista alla tv nazionale KNR. Il governo danese ha assicurato che ogni passo sarà concordato con le autorità autonome dell’isola.
Cosa ci aspetta
Il rafforzamento militare danese e della NATO in Groenlandia potrebbe portare a nuovi investimenti in infrastrutture e tecnologia. Secondo analisti militari citati da Ritzau, sono allo studio progetti per migliorare la sorveglianza e le comunicazioni nell’Artico. Restano però alcune incognite: come bilanciare sicurezza e tutela dell’ambiente, e il rapporto tra Copenaghen e le aspirazioni autonomiste di Nuuk.
Nei prossimi mesi vedremo se la dichiarazione di Poulsen segnerà un cambio di passo vero nella strategia artica danese o sarà solo un adeguamento alle pressioni internazionali. Nel frattempo, la Groenlandia torna a essere protagonista – tra ghiacci, basi militari e nuove sfide geopolitiche.
