La caduta del governo del Brandeburgo: l’ultradestra di Afd festeggia

La caduta del governo del Brandeburgo: l'ultradestra di Afd festeggia

La caduta del governo del Brandeburgo: l'ultradestra di Afd festeggia

Matteo Rigamonti

Gennaio 6, 2026

Potsdam, 6 gennaio 2026 – In Brandeburgo, una delle regioni dell’est della Germania, il governo guidato dal socialdemocratico Dietmar Woidke è ufficialmente in crisi. È durata poco più di un anno la convivenza con il partito fondato da Sahra Wagenknecht. La coalizione, un esperimento tra la SPD e il movimento BSW (Bündnis Sahra Wagenknecht), si è sgretolata sotto il peso di tensioni interne e abbandoni che hanno messo in discussione la maggioranza.

Coalizione SPD-BSW: un esperimento breve e travagliato

L’accordo tra la SPD e il nuovo partito di Sahra Wagenknecht aveva catturato l’attenzione a livello nazionale: era la prima volta che il BSW, nato dalla scissione con la Linke, entrava in un governo. Ma fin da subito le divergenze tra i leader locali del BSW – che volevano pesare sulle scelte amministrative – e quelli di Berlino, più orientati all’opposizione, hanno creato frizioni difficili da superare. “I conflitti continui hanno reso il BSW un partner molto instabile”, ha ammesso oggi Woidke in conferenza stampa a Potsdam, poco dopo le 11.

La maggioranza traballa: defezioni e numeri che non tornano

La crisi è peggiorata nelle ultime settimane, quando diversi esponenti del BSW hanno lasciato il gruppo in consiglio. Fino a pochi giorni fa, la coalizione SPD-BSW aveva una maggioranza risicata: 45 seggi contro i 43 dell’opposizione. Ma con l’uscita di alcuni deputati del BSW – che ne aveva portati 11 – l’equilibrio si è spezzato. “Non ci sono più i numeri per governare”, ha detto Woidke, lasciando intendere che la situazione è diventata insostenibile.

AfD osserva e rilancia: “Subito nuove elezioni”

Nel Landtag di Brandeburgo, il partito più forte all’opposizione è Alternative für Deutschland (AfD), con 30 parlamentari. Appena la crisi è emersa, la leader nazionale Alice Weidel ha chiesto “subito nuove elezioni”, forte del consenso crescente nei sondaggi. “Il vento è cambiato”, ha detto Weidel ai giornalisti fuori dal Bundestag, lasciando intendere che l’AfD punta a guidare un Bundesland già nel 2026.

Sondaggi e scenari: AfD avanza anche in Brandeburgo

Secondo le ultime rilevazioni, pubblicate dal Märkische Allgemeine, l’AfD è oggi la forza politica più forte in Brandeburgo. Un segnale che mette in allarme sia la SPD sia i partiti tradizionali. E non è un caso isolato: a settembre si vota anche in Sassonia-Anhalt e Mecklenburg-Vorpommern, due regioni dove l’AfD potrebbe eleggere il primo presidente regionale della sua storia. “Non sottovalutiamo il rischio”, ha detto un esponente della CDU locale, che non esclude un’intesa con la SPD per evitare il vuoto di potere.

Woidke resiste: nessuna dimissione all’orizzonte

Per ora, Dietmar Woidke ha escluso dimissioni immediate. “Voglio continuare a governare”, ha detto ai giornalisti nella sede della Staatskanzlei di Potsdam. Sul tavolo c’è l’ipotesi di un nuovo accordo con la CDU, anche se i colloqui sono ancora alle prime battute. “Serve responsabilità”, ha aggiunto Woidke, lasciando aperte tutte le opzioni.

Brandeburgo, un laboratorio politico in bilico

Il caso Brandeburgo resta un laboratorio politico seguito con attenzione anche a Berlino. La breve esperienza della coalizione SPD-BSW dimostra quanto sia difficile tenere insieme forze nate da strade diverse e con obiettivi spesso opposti. Nei prossimi giorni si capirà se si andrà a nuove elezioni o se si troverà una maggioranza tecnica. Nel frattempo, nel Landtag si respira un clima di attesa e incertezza: i prossimi passi saranno decisivi non solo per il Brandeburgo, ma per gli equilibri politici di tutta la Germania orientale.