La madre di Giovanni Tamburi racconta il dramma: «Meloni mi ha chiamata in lacrime»

La madre di Giovanni Tamburi racconta il dramma: «Meloni mi ha chiamata in lacrime»

La madre di Giovanni Tamburi racconta il dramma: «Meloni mi ha chiamata in lacrime»

Matteo Rigamonti

Gennaio 6, 2026

Bologna, 6 gennaio 2026 – La madre di Giovanni Tamburi, il ragazzo bolognese di 16 anni morto nel rogo di Crans-Montana la notte di Capodanno, ha raccontato ieri in diretta tv il sostegno ricevuto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Mi ha chiamata con la voce rotta dal pianto”, ha detto Carla Masiello a “Zona Bianca” su Mediaset. Un gesto che, per lei, ha avuto un peso enorme: “Da mamma a mamma, da cuore a cuore”.

Il dolore della famiglia Tamburi e la vicinanza delle istituzioni

Durante la trasmissione, Carla Masiello ha voluto ringraziare non solo Meloni, ma anche il cardinale Matteo Zuppi e l’onorevole Lucia Borgonzoni. “La nostra presidente del Consiglio ha mostrato un’umanità straordinaria”, ha sottolineato. “Mi ha chiamata di persona, si sentiva tutta la sua sofferenza da mamma. Mi ha davvero commossa, è stata vicina come mai prima”. Parole che raccontano il clima di dolore e solidarietà che in questi giorni avvolge la famiglia Tamburi.

Il padre di Giovanni, Giuseppe Tamburi, ha accolto la salma del figlio al cimitero di Borgo Panigale, a Bologna, insieme a quelle delle altre vittime italiane. “Mi hanno tolto qualcosa, forse sono morto con lui”, ha detto davanti al feretro. “Ripartirò nella vita con un vuoto enorme”. Frasi semplici, dette a bassa voce, che hanno colpito tutti i presenti.

Gli ultimi momenti e il ricordo di Giovanni

Secondo la madre, Giovanni era un ragazzo solare, sempre con il sorriso, “un angelo sulla terra”, come lo ricordano amici e insegnanti. “Era un ragazzo giusto”, ha aggiunto Masiello. Sulle cause della tragedia, la donna ha chiesto di non lanciare giudizi affrettati sui social: “Chiedo rispetto per questi ragazzi. Probabilmente non si sono nemmeno accorti delle fiamme. Se un ragazzo di 14, 15, 16 anni sente che la musica va avanti e vede che nessuno si muove, può pensare che sia solo un gioco pirotecnico. Sono bambini, non adulti”.

Un dettaglio che spunta dal racconto della madre riguarda gli ultimi istanti di vita di Giovanni: “Probabilmente è tornato indietro per aiutare qualcuno. Era già all’inizio delle scale, ma conoscendolo, non sarebbe mai tornato indietro per una giacca. È morto così, un martire”.

Lutto cittadino e memoria condivisa

A Bologna, la città si è stretta attorno alla famiglia Tamburi. Il liceo scientifico Righi, dove studiava Giovanni, ha annunciato supporto psicologico per i compagni e una cerimonia simbolica nei prossimi giorni. Mercoledì, in occasione dei funerali, il Comune ha proclamato il lutto cittadino: alle 11 verrà osservato un minuto di silenzio in tutte le scuole e negli uffici pubblici.

Anche la fiamma olimpica che attraversa l’Emilia-Romagna farà tappa a Bologna in ricordo dei giovani vittime di Crans-Montana. I tedofori di Radio Immaginaria – l’emittente degli adolescenti dai 10 ai 17 anni – hanno spiegato: “I ragazzi coinvolti avevano la nostra età. In quel momento, in altri locali simili a quello svizzero, stavamo facendo tutti la stessa cosa: divertirci con gli amici. Al loro posto potevamo esserci noi”.

Un appello al rispetto e alla riflessione

La tragedia di Crans-Montana continua a scuotere l’Italia. Le parole dei genitori di Giovanni Tamburi – tra dolore e gratitudine – hanno toccato istituzioni e società civile. “Chiedo solo rispetto”, ha ripetuto la madre, rivolta a chi commenta sui social senza sapere cosa è successo.

Intanto Bologna si prepara ai funerali e al saluto collettivo a Giovanni e agli altri giovani scomparsi. Un momento che – nelle intenzioni della scuola e della città – dovrà servire anche a riflettere sul valore della solidarietà e sulla fragilità della vita.