Mickey Rourke critica la raccolta fondi: È umiliante

Mickey Rourke critica la raccolta fondi: È umiliante

Mickey Rourke critica la raccolta fondi: È umiliante

Giada Liguori

Gennaio 6, 2026

Los Angeles, 6 gennaio 2026 – Mickey Rourke, una volta stella indiscussa di Hollywood e volto noto di film come “Nove Settimane e Mezzo” e “The Wrestler”, ha respinto con fermezza la raccolta fondi avviata dalla sua manager per coprire gli affitti arretrati. La vicenda, esplosa nelle ultime 24 ore, ha acceso i riflettori sulle difficoltà economiche dell’attore e sulle dinamiche poco chiare che spesso circondano le star in crisi.

Rourke dice no alla raccolta fondi

La notizia della colletta era rimbalzata sui media internazionali già da ieri. La manager, Liya-Joelle Jones, aveva aperto una pagina su GoFundMe per raccogliere decine di migliaia di dollari, sostenendo che Rourke rischiasse di perdere la casa a Los Angeles. Ma poche ore dopo, è stato proprio l’attore a intervenire con un video sui social: “È umiliante, non ho bisogno di carità”, ha detto con tono deciso. “Sono frustrato e confuso. Io non accetto beneficenza. Preferirei spararmi”, ha aggiunto, lasciando trasparire tutta la sua rabbia e il disagio per l’iniziativa.

La versione della manager: case inagibili e trasferimenti forzati

Non si è fatta attendere la risposta della manager. In un’intervista all’Hollywood Reporter, Liya-Joelle Jones ha raccontato un quadro diverso. “Siamo stati costretti a trasferirlo in un albergo. Abbiamo affittato un nuovo appartamento per lui a Koreatown”, ha spiegato, aggiungendo che la vecchia casa di Rourke era ormai “inabitabile, senza acqua e piena di muffa”. Secondo Jones, tutti i vestiti dell’attore sono stipati in un magazzino in attesa di tempi migliori. “Abbiamo raccolto quasi centomila dollari, ma se non li vuole può restituirli”, ha concluso, lasciando intendere una frattura profonda tra le due versioni.

Il “bad boy” di Hollywood e il peso della fama

Mickey Rourke, oggi 73 anni, è stato per anni uno dei “bad boy” più famosi del cinema americano. La sua carriera, segnata da grandi successi ma anche da cadute fragorose, lo aveva riportato alla ribalta nel 2008 con “The Wrestler”, che gli valse una nomination agli Oscar e un nuovo seguito. Da allora però è iniziata una fase più incerta: ruoli di secondo piano, problemi personali e, secondo alcune fonti, difficoltà economiche sempre più evidenti. “Non è facile ripartire dopo certi trionfi”, aveva confessato tempo fa in un’intervista a Variety.

Tra realtà e apparenze: la questione soldi

Il caso della raccolta fondi ha riaperto il dibattito sulle condizioni economiche di molte vecchie glorie di Hollywood. La pagina GoFundMe ha raccolto quasi 100mila dollari in poche ore, segno che la solidarietà dei fan è ancora forte. Ma la smentita di Rourke getta dubbi sulla gestione dei soldi e sulle vere esigenze dell’attore. “Non so cosa pensare – ha detto a alanews.it un amico di lunga data – Mickey è sempre stato orgoglioso, forse troppo per accettare aiuti”.

Il futuro resta un’incognita tra orgoglio e bisogno

Non è chiaro cosa succederà ai fondi raccolti né se Rourke deciderà di accettare almeno una parte dell’aiuto dei suoi fan. Intanto, questa storia mette in luce il lato più oscuro dello show business: la solitudine, le scelte difficili e la dignità da difendere a ogni costo. “Non voglio essere visto come un caso umano”, ha ribadito l’attore nel video. Ma dietro le luci di Hollywood, anche le stelle più luminose possono trovarsi a fare i conti con la dura realtà.