Prezzo del gas in aumento: chiusura a 28,07 euro

Prezzo del gas in aumento: chiusura a 28,07 euro

Prezzo del gas in aumento: chiusura a 28,07 euro

Matteo Rigamonti

Gennaio 6, 2026

Milano, 6 gennaio 2026 – Il prezzo del gas naturale ha chiuso la giornata in rialzo, salendo del 2,4% e portandosi a 28,07 euro al megawattora sulla piazza di Amsterdam. Dietro questo aumento, secondo gli operatori, ci sono le tensioni geopolitiche in corso e l’incertezza legata al meteo di queste settimane. Il mercato europeo del gas si conferma ancora una volta molto sensibile a ogni mossa dello scenario internazionale e alle previsioni climatiche, che influenzano la domanda.

Gas in salita: pesa la geopolitica e il freddo

L’aumento registrato oggi sul TTF di Amsterdam, il principale hub europeo, non è una sorpresa. Da giorni gli analisti segnalano una crescente preoccupazione per ciò che sta succedendo in Medio Oriente e per come questo potrebbe influire sulle forniture di gas. “Le tensioni tra Iran e Stati Uniti, insieme agli attacchi agli impianti petroliferi nel Golfo Persico, stanno mettendo in allarme gli investitori”, spiega Marco Bellini, energy trader di una società milanese. A complicare il quadro c’è il meteo: il freddo intenso previsto in alcune zone dell’Europa centrale potrebbe aumentare la domanda di gas per il riscaldamento, proprio mentre le scorte si riducono dopo i consumi delle feste.

Scorte robuste, ma cresce il ritmo di consumo

I dati di Gas Infrastructure Europe mostrano che le riserve di gas in Europa sono ancora abbastanza alte per il periodo, intorno all’80% della capacità totale. Però, negli ultimi giorni, il ritmo con cui si preleva gas è aumentato. “Non siamo ancora in emergenza”, assicura un portavoce di Snam, “ma il mercato resta molto attento a ogni possibile segnale di difficoltà sulle infrastrutture”. In Italia, per esempio, si tengono d’occhio i flussi attraverso Tarvisio e Passo Gries, anche se al momento non ci sono interruzioni o rallentamenti significativi.

Cosa significa per famiglie e imprese

L’aumento del prezzo del gas si riflette, con un po’ di ritardo, anche sulle bollette di case e aziende. Nomisma Energia stima che un aumento del 2% sul prezzo all’ingrosso può tradursi in un rincaro di circa 10 euro all’anno per una famiglia tipo. “Per ora queste oscillazioni non cambiano molto i costi finali”, precisa Davide Tabarelli, presidente della società di consulenza, “ma la volatilità resta alta e non si possono escludere nuovi aumenti nelle prossime settimane”. Le imprese che consumano molta energia – dal settore chimico a quello siderurgico – seguono con attenzione l’andamento dei prezzi: anche piccoli cambiamenti possono pesare sui loro bilanci.

Che cosa ci aspetta nei prossimi mesi

Gli operatori guardano con prudenza alle prossime settimane. Le previsioni indicano un possibile ritorno del freddo tra fine gennaio e febbraio, proprio quando le scorte iniziano a scendere naturalmente. “Se dovessero arrivare ondate di gelo prolungate, potremmo vedere nuovi picchi nei prezzi”, avverte un analista di Ref-E. Sullo sfondo resta la questione geopolitica: ogni escalation nei Paesi produttori o sulle rotte di transito rischia di far muovere subito i prezzi.

Mercati nervosi e istituzioni in allerta

Oggi i mercati finanziari hanno vissuto una giornata piuttosto agitata anche su altri fronti energetici. Il petrolio Brent ha chiuso in leggero rialzo a 79 dollari al barile, mentre l’elettricità ha mostrato variazioni più contenute. Dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica è arrivato un messaggio chiaro: “Stiamo monitorando la situazione costantemente e siamo pronti a intervenire se serve”, si legge nella nota diffusa nel pomeriggio.

Un mercato ancora incerto e da tenere d’occhio

In sintesi, il rialzo del prezzo del gas ad Amsterdam racconta di un mercato esposto a molti fattori. Gli operatori procedono con cautela, tra previsioni meteo incerte e un quadro internazionale segnato da tensioni. Solo nelle prossime settimane si capirà se si tratta di un episodio isolato o dell’inizio di una nuova fase di aumenti. Nel frattempo, famiglie e imprese restano con gli occhi puntati sia sui termometri sia sulle notizie che arrivano dai principali nodi energetici europei.