Parigi, 6 gennaio 2026 – Gli Stati Uniti si sono detti pronti a offrire un “sostegno” concreto alla forza multinazionale schierata in Europa orientale, nel caso di un “attacco russo”. È quanto emerge dalla bozza della dichiarazione finale della riunione dei cosiddetti Volenterosi, che si è svolta ieri a Parigi. Qui, rappresentanti di oltre venti Paesi hanno discusso le strategie di sicurezza collettiva legate alla crisi in Ucraina.
Washington: sostegno deciso alla missione europea
Il documento, visto da fonti diplomatiche francesi domenica sera, sottolinea che gli Stati Uniti “assicureranno un sostegno” alla missione internazionale “in caso di attacco russo”. Un messaggio chiaro, come ha spiegato un funzionario del Dipartimento di Stato presente all’Hotel de Ville: “La Casa Bianca vuole rafforzare la deterrenza e dare sicurezza agli alleati”.
La riunione è iniziata poco dopo le 10 del mattino nei saloni del Quai d’Orsay. Tra i partecipanti, ministri della Difesa e degli Esteri di diversi Paesi europei, insieme a Canada, Australia e Giappone.
Il segretario alla Difesa americano, Lloyd Austin, ha detto che “la sicurezza dell’Europa orientale è una priorità per Washington” e che “ogni minaccia all’integrità territoriale dei nostri partner sarà affrontata con fermezza”. Parole accolte con entusiasmo dal ministro francese Sébastien Lecornu: “La solidarietà atlantica non è mai stata così forte”.
La forza multinazionale: chi c’è e cosa farà
Secondo la bozza, la forza multinazionale – già presente in Polonia, Romania e nei Paesi baltici con circa 12.000 soldati – continuerà a operare sotto comando NATO. Ma con una catena di comando più flessibile, per reagire in fretta a eventuali crisi. Fonti militari francesi hanno spiegato che “il contingente potrebbe salire fino a 20.000 unità nelle prossime settimane”, a seconda di come si evolve la situazione sul campo.
Il generale polacco Andrzej Nowak, presente alla riunione, ha confidato che “la presenza delle truppe alleate è un deterrente evidente”. Il ministro degli Esteri lituano Gabrielius Landsbergis ha aggiunto: “La minaccia russa resta reale, soprattutto lungo il confine orientale”. Solo tra una pausa e l’altra si è avvertita la consapevolezza che la pressione militare di Mosca non si allenta.
Mosca reagisce, Kiev ringrazia
La risposta russa è arrivata nel primo pomeriggio. Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha bollato la dichiarazione come “una provocazione” e ha avvertito che “qualsiasi aumento della presenza militare sarà considerato una minaccia diretta alla sicurezza nazionale russa”.
A Kiev, il presidente Volodymyr Zelensky ha ringraziato pubblicamente i Paesi riuniti a Parigi: “Il sostegno degli alleati è fondamentale per la nostra resistenza”, ha scritto su X (ex Twitter) poco dopo le 17.
Fonti diplomatiche ucraine definiscono la riunione dei Volenterosi “un segnale chiaro a Mosca”, che potrebbe accelerare la consegna di nuovi sistemi di difesa. Tuttavia, all’interno del Ministero degli Esteri francese si respira una certa prudenza: “La situazione resta instabile – ha ammesso un funzionario tedesco – e nessuno esclude sorprese nelle prossime settimane”.
Tensioni alte e diplomazia fragile
L’incontro di Parigi arriva in un momento di forte tensione lungo il confine ucraino. Negli ultimi giorni, secondo l’OSCE, si sono registrati almeno 18 incidenti armati nella zona di Kharkiv e nel Donbass. Le autorità polacche hanno rafforzato i controlli ai valichi di frontiera, mentre la NATO ha aumentato la sorveglianza aerea.
Il presidente francese Emmanuel Macron, intervenuto all’apertura dei lavori, ha ricordato che “la pace resta l’obiettivo principale”. Ma ha anche sottolineato: “La difesa comune non può essere messa in discussione”. Un equilibrio delicato tra diplomazia e deterrenza militare.
Prossimi passi: attesa per il testo definitivo
La versione finale della dichiarazione è attesa a breve. Secondo fonti vicine all’Eliseo, il documento confermerà l’impegno degli Stati Uniti e dei partner europei a mantenere alta la guardia. Nel frattempo, a Bruxelles si prepara una nuova riunione straordinaria della NATO per coordinare meglio le risposte.
In serata, le luci nei palazzi istituzionali parigini restavano accese. Segno che il confronto tra alleati continua. E che la partita sulla sicurezza europea è tutt’altro che chiusa.
