Trump annuncia: produzione di armi accelerata per il futuro

Trump annuncia: produzione di armi accelerata per il futuro

Trump annuncia: produzione di armi accelerata per il futuro

Matteo Rigamonti

Gennaio 6, 2026

Washington, 6 gennaio 2026 – Ieri sera, davanti ai deputati repubblicani riuniti al Kennedy Center, Donald Trump ha rilanciato con forza il ruolo della forza militare americana e l’urgenza di accelerare la produzione di armi. “Le nostre armi sono le migliori al mondo, il problema è che non le produciamo abbastanza in fretta”, ha detto l’ex presidente, con una platea attenta e pronta ad applaudire più volte. “Da ora in poi, le faremo molto più in fretta”, ha promesso, sottolineando che il messaggio è già arrivato ai principali appaltatori della difesa.

Trump spinge sulla produzione di armi: “Serve più velocità, subito”

Il discorso, durato quasi un’ora e iniziato intorno alle 19.30 ora locale, ha puntato tutto sulla presunta superiorità tecnologica degli Stati Uniti in campo militare. “Nessuno può batterci, nessuno”, ha ribadito Trump, lasciando capire che vuole spingere ancora di più per rafforzare la posizione americana nel mondo. Fonti vicine al Partito Repubblicano hanno confermato che il discorso era molto atteso: molti lo hanno interpretato come un messaggio chiaro sia agli alleati sia ai rivali internazionali.

Il Kennedy Center, nel centro di Washington, era pieno. Tra i presenti, diversi big del Congresso e rappresentanti dell’industria bellica americana. Diversi osservatori hanno notato come le parole di Trump arrivino in un momento delicato: la guerra in Ucraina e le tensioni in Medio Oriente hanno riacceso il dibattito sulla capacità produttiva del settore difesa.

Industria della difesa sotto pressione

“Abbiamo detto chiaramente ai nostri appaltatori della difesa che devono alzare i ritmi di produzione”, ha spiegato Trump, riferendosi a giganti come Lockheed Martin, Raytheon e Northrop Grumman. Negli ultimi mesi, dicono i dati del Pentagono, la richiesta di munizioni e sistemi avanzati è cresciuta molto. Però i tempi di consegna restano lunghi: per alcuni missili guidati ci vogliono oltre 24 mesi dall’ordine alla consegna.

Fonti del settore, sentite dopo il discorso, confermano che la pressione politica si è fatta più forte. “Sappiamo cosa ci chiede il governo”, ha detto un dirigente di una grande azienda, “ma aumentare la produzione richiede investimenti e tempi tecnici che non si possono accorciare troppo”.

Il quadro internazionale e le reazioni

Le parole di Trump arrivano mentre gli Stati Uniti sono impegnati su più fronti: dal sostegno all’Ucraina alle tensioni con la Cina nel Pacifico. Secondo analisti militari citati dal New York Times, mantenere un alto ritmo nella produzione di armi avanzate sarà decisivo nei prossimi anni. “La superiorità tecnologica non basta se non si riesce a rifornire gli arsenali”, ha sottolineato Michael O’Hanlon della Brookings Institution.

Sul fronte interno, il discorso ha riacceso il confronto tra repubblicani e democratici. Alcuni esponenti dell’opposizione chiedono più trasparenza sui contratti pubblici e sulle priorità di spesa. “Non possiamo sacrificare altri settori chiave solo per aumentare le forniture militari”, ha detto la deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez.

Un messaggio per alleati e rivali

Con il suo stile diretto, Trump ha voluto rassicurare anche gli alleati della NATO. “Gli Stati Uniti resteranno il pilastro della sicurezza occidentale”, avrebbe detto un consigliere repubblicano a margine dell’incontro. Tuttavia, tra i corridoi del Kennedy Center, qualcuno ha notato una certa preoccupazione: questa nuova corsa agli armamenti potrebbe aumentare le tensioni internazionali.

Per ora, la Casa Bianca non ha rilasciato commenti ufficiali sulle parole dell’ex presidente. Ma il tema della produzione militare resta uno dei nodi più caldi nell’agenda politica americana. Nei prossimi mesi si vedrà se le promesse di Trump diventeranno realtà o resteranno solo slogan da campagna elettorale.