Milano, 7 gennaio 2026 – Le Borse europee chiudono la giornata con risultati contrastanti, seguendo il passo incerto di Wall Street e mettendo fine alla serie di record delle ultime settimane. Sullo sfondo, restano vive le tensioni geopolitiche, in particolare quelle legate al petrolio del Venezuela, che continuano a condizionare le scelte degli investitori. Nel frattempo, cresce l’attesa per le prossime decisioni delle banche centrali sui tassi d’interesse.
Borse europee in bilico: Londra giù, Francoforte in rialzo
Al termine della seduta, la Borsa di Londra segna un calo dello 0,74%, chiudendo a 7.580 punti poco dopo le 17:30 ora locale. La prudenza domina tra gli operatori britannici, alle prese con le incertezze sia sul piano internazionale sia su quello economico interno. A fare da contraltare, Francoforte chiude in rialzo dello 0,92%: il Dax supera quota 16.900 punti, spinto soprattutto dal settore tecnologico e da alcune trimestrali migliori del previsto, secondo gli analisti locali. Più tranquilla la giornata a Parigi, con il Cac40 quasi stabile (-0,04%), che ha oscillato tra piccoli rialzi e lievi ribassi.
Petrolio venezuelano e tensioni geopolitiche sotto i riflettori
Gli investitori hanno tenuto d’occhio le notizie dal Venezuela, dove nelle ultime ore ci sono stati nuovi sviluppi sulla produzione e sull’export di greggio. Fonti di mercato riferiscono che alcune compagnie internazionali stanno valutando di rivedere i contratti dopo le recenti mosse del governo di Caracas. “Il rischio di una riduzione delle forniture sudamericane – ha detto un trader londinese contattato telefonicamente – si riflette subito sui prezzi e sulle attese di inflazione in Europa”. Il prezzo del Brent è rimasto sopra gli 80 dollari al barile per tutta la giornata, con un picco intorno agli 81,30 dollari verso le 15:00 italiane.
Le banche centrali sotto la lente: i tassi restano un’incognita
Sul fronte monetario, il mercato resta in attesa delle mosse delle principali banche centrali. In particolare, si punta sulla Banca Centrale Europea, dopo che alcuni membri del board hanno lasciato intendere che un taglio dei tassi potrebbe arrivare solo nella seconda metà dell’anno. “Gli operatori cercano segnali nelle parole dei banchieri centrali”, spiega un analista di Piazza Affari, “ma per ora vince la prudenza”. Anche la Federal Reserve americana è al centro dell’attenzione: i dati sull’occupazione diffusi venerdì scorso hanno raffreddato le speranze di un intervento immediato sui tassi.
Investitori in attesa, volumi bassi e volatilità alta
La giornata è stata segnata da scambi più bassi della media, un segnale che molti preferiscono stare alla finestra e aspettare sviluppi più chiari prima di muoversi. “C’è molta incertezza”, ammette un gestore milanese incontrato in una banca d’affari. “Le tensioni internazionali e il nodo dei tassi rendono difficile fare previsioni”. Secondo i primi riscontri tra gli operatori, la volatilità potrebbe rimanere alta anche nei prossimi giorni, soprattutto se arrivano novità dal fronte geopolitico o dalle banche centrali.
Piazza Affari si muove poco, Milano guarda a energia e banche
A Milano, l’indice Ftse Mib chiude quasi fermo (+0,08%), con scambi concentrati soprattutto sui titoli energetici e bancari. Tra i protagonisti, Eni e Intesa Sanpaolo mostrano variazioni minime, mentre spicca STM, in progresso dell’1,2%. Nei mercati secondari, Madrid perde lo 0,3%, mentre Zurigo segna un lieve rialzo (+0,2%). In sintesi, la seduta conferma il clima di prudenza che domina i mercati europei in questa prima settimana dell’anno.
Gli occhi restano puntati sulle prossime mosse delle autorità monetarie e sugli sviluppi internazionali: solo allora si capirà se questa fase di attesa lascerà spazio a nuovi trend o se prevarrà ancora l’incertezza.
