Cane eroe: abbaia e salva la famiglia dall’incendio a Napoli

Cane eroe: abbaia e salva la famiglia dall'incendio a Napoli

Cane eroe: abbaia e salva la famiglia dall'incendio a Napoli

Matteo Rigamonti

Gennaio 7, 2026

Napoli, 7 gennaio 2026 – Un cane ha salvato una famiglia da un incendio nei Quartieri Spagnoli di Napoli, nella notte tra lunedì e martedì. È stato Rocky, un piccolo pinscher, a rompere il silenzio di vico Campanile con il suo abbaiare insistente. Non un allarme, né una sirena: solo il fiuto e l’istinto di un animale. Grazie a lui, venti persone sono rimaste intossicate, ma nessuna ha riportato ferite gravi. Una storia confermata dai soccorritori e raccontata dagli abitanti, che ha evitato una tragedia ben più grave.

Fumo e fuga: l’allarme lanciato da Rocky

L’incendio è scoppiato poco dopo le 5 del mattino in un appartamento al piano terra, all’incrocio tra vico Campanile e via Francesco Girardi. Da subito, una densa nube nera ha invaso il palazzo, saturando corridoi e scale. Ed è proprio in quel momento che Rocky ha cominciato a abbaiare senza sosta, svegliando i suoi padroni.

Antonio De Blasio, 63 anni, proprietario di casa, ha raccontato: «La nube nera sembrava venire dalla stanzetta in fondo ai locali, quella che dà sul bagno e sul ripostiglio. Ma non sono riuscito a entrare, l’aria era irrespirabile».

Solo allora la famiglia si è precipitata fuori. Antonio, la moglie e il figlio diciannovenne sono riusciti a mettersi in salvo, nonostante le scale fossero già invase dal fumo. La figlia maggiore, Emma, e il nipote piccolo – che solitamente dormono nella stanza dove è partito il rogo – quella notte non c’erano. «Ci siamo salvati per miracolo, credo che io e mio figlio non ce l’avremmo fatta», ha confidato la donna ai soccorritori.

Incendio, si cerca ancora la causa

Le indagini sulle cause dell’incendio sono ancora aperte. I vigili del fuoco hanno lavorato per oltre due ore prima di spegnere le fiamme e mettere in sicurezza l’edificio. L’appartamento è stato messo sotto sequestro per i rilievi tecnici. Tra le ipotesi più accreditate c’è quella di un cortocircuito: il fuoco sembra essere partito da una stanza sul retro, dove si trovano alcuni elettrodomestici. Per ora, però, nessuna conferma ufficiale.

Il fatto che all’inizio si sia visto solo fumo denso prima che le fiamme uscissero all’esterno fa pensare a un guasto elettrico o a un surriscaldamento di qualche apparecchio. I tecnici stanno esaminando i resti carbonizzati per capire come sia andata davvero.

Soccorsi rapidi, nessun ferito grave

Sul posto sono arrivati in pochi minuti i mezzi del 118 e diverse squadre dei vigili del fuoco. Le prime cure sono state date direttamente in strada. Molti residenti erano spaventati, qualcuno tossiva o lamentava bruciore agli occhi. In tutto, secondo quanto riferito dagli operatori sanitari, venti persone sono rimaste intossicate, tra cui quindici agenti intervenuti per mettere in salvo gli abitanti.

La maggior parte degli intossicati è stata portata al pronto soccorso del Vecchio Pellegrini. «Nonostante l’afflusso intenso di questi giorni, con circa 800 accessi negli ultimi tre giorni, siamo riusciti a dimettere tutti in tre ore», ha spiegato Emilio Bellinfante, primario del pronto soccorso. Nessuno ha riportato danni permanenti o ferite gravi.

Il quartiere ringrazia Rocky, l’eroe a quattro zampe

Nei vicoli dei Quartieri Spagnoli, nelle ore dopo l’incendio, è salita una certa tensione. Alcuni abitanti hanno raccontato di aver sentito l’abbaiare del cane prima che scattasse qualsiasi allarme. «Sembrava impazzito», ha detto una vicina. Solo dopo si è capito che Rocky aveva capito il pericolo prima di tutti.

Ora il piccolo pinscher è coccolato dalla famiglia De Blasio. «Gli dobbiamo la vita», ha detto Antonio davanti ai giornalisti. In tanti hanno voluto ringraziare quel cane che ha evitato una tragedia. Eppure, tra le mura annerite dell’appartamento, restano i segni della paura e la consapevolezza che, stavolta, è stato l’istinto di un animale a fare la differenza.