Funerali di Bardot: l’ultimo saluto dell’attrice ricevuto dal figlio

Funerali di Bardot: l'ultimo saluto dell'attrice ricevuto dal figlio

Funerali di Bardot: l'ultimo saluto dell'attrice ricevuto dal figlio

Matteo Rigamonti

Gennaio 7, 2026

Saint-Tropez, 7 gennaio 2026 – Questa mattina, nella chiesa di Saint-Tropez, è arrivata la bara di bambù di Brigitte Bardot, protagonista di un ultimo, breve viaggio tra le vie del porto che l’aveva vista diventare mito negli anni Cinquanta. L’attrice, scomparsa a 91 anni, ha ricevuto un saluto discreto, quasi timido, dalla sua amata Costa Azzurra.

Il corteo funebre e il commosso arrivo a Saint-Tropez

Poco dopo le 10, la bara avvolta nel bambù – simbolo dell’impegno ambientalista di Bardot – è stata accolta davanti alla chiesa dal figlio Nicolas-Jacques Charrier. Un momento carico di tensione, come raccontano alcuni presenti, visto il rapporto complicato tra madre e figlio, segnato da distanze e incomprensioni fin dai primi anni. Bardot aveva affidato il bambino al padre poco dopo la nascita. “Non ci siamo mai capiti davvero”, aveva ammesso Charrier in una rara intervista.

Il corteo ha attraversato il porto, tra barche ormeggiate e tavolini ancora vuoti. Qualche applauso, qualche sguardo a terra. “Era una donna diversa da tutte”, ha detto una signora sulla soglia di una pasticceria, mentre il vento portava l’odore del mare fino alla piazza.

Cerimonia riservata, volti noti tra gli invitati

La cerimonia è stata a porte chiuse, con pochi invitati selezionati. Tra loro, nomi noti della politica e dello spettacolo: Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, la cantante Mireille Mathieu, Paul Belmondo – figlio del celebre attore Jean-Paul – e Paul Watson, fondatore di Sea Shepherd e storico alleato di Bardot nelle battaglie per gli animali.

Fuori dalla chiesa, decine di curiosi hanno atteso in silenzio. Nessun maxi-schermo, nessuna diretta tv. Solo qualche telefonino alzato per catturare l’arrivo del feretro. “Era la nostra regina”, ha detto un uomo con la voce spezzata, guardando la facciata bianca della chiesa dove Bardot si era sposata nel 1952 con Roger Vadim.

L’addio a un’icona tra cinema e impegno civile

Brigitte Bardot aveva scelto Saint-Tropez come rifugio e casa da molti anni. Qui aveva passato gli ultimi decenni, lontana dai riflettori, ma sempre al centro delle polemiche per le sue battaglie contro la caccia alle foche, la corrida e l’abbandono degli animali domestici. “Non mi sono mai sentita una star”, aveva scritto in una delle sue ultime lettere aperte ai media francesi. Eppure, proprio in queste strade strette e tra le case dai colori pastello, il suo nome è diventato leggenda.

La sua tomba si trova nel cimitero marino di Saint-Tropez, con vista sul Mediterraneo. Una scelta precisa. “Voglio sentire il rumore delle onde anche dopo”, aveva confidato a una cara amica. La sepoltura è avvenuta nel pomeriggio, senza discorsi ufficiali né fiori vistosi. Solo una corona bianca, inviata dalla Fondation Brigitte Bardot.

Un’eredità complessa e un addio silenzioso

La morte di Bardot chiude un capitolo importante del cinema francese e internazionale, ma lascia aperte molte domande sul suo lascito umano e artistico. Il rapporto difficile con il figlio Nicolas-Jacques – presente ma defilato durante tutta la cerimonia – resta uno dei nodi più delicati della sua storia. “Era una madre complicata”, ha ammesso lui stesso ai giornalisti fuori dalla chiesa.

Nel pomeriggio, Saint-Tropez è tornata lentamente alla vita di tutti i giorni. I turisti hanno ricominciato a passeggiare sul lungomare, i negozi hanno riaperto le porte. Ma davanti alla chiesa, qualcuno si è fermato ancora un attimo, come per trattenere il ricordo di una donna che ha segnato un’epoca. “B.B. non se ne va davvero”, ha sussurrato una residente. “Resta qui, con noi”.