Il clamoroso allontanamento del leader separatista yemenita Al-Zubaidi

Il clamoroso allontanamento del leader separatista yemenita Al-Zubaidi

Il clamoroso allontanamento del leader separatista yemenita Al-Zubaidi

Matteo Rigamonti

Gennaio 7, 2026

Aden, 7 gennaio 2026 – Aidarus Al-Zubaidi, il leader separatista più influente del Sud dello Yemen, è stato rimosso dal Consiglio presidenziale con l’accusa di “alto tradimento”. La notizia è stata diffusa ieri sera dal presidente dell’organo esecutivo riconosciuto a livello internazionale, segnando un nuovo, delicato capitolo nella lunga crisi politica yemenita. Al-Zubaidi sarà anche sottoposto a indagine dalla procura generale per una serie di reati, si legge in una nota ufficiale della presidenza.

Tradimento e tensioni: il caso Al-Zubaidi

Il colpo di scena arriva dopo settimane di scontri interni al Consiglio presidenziale. Fonti vicine all’esecutivo parlano di “comportamenti contro gli interessi nazionali”, senza entrare nei dettagli. La nota ufficiale cita “una serie di reati” che hanno portato alla destituzione immediata di Al-Zubaidi.

Ex governatore di Aden e presidente del Consiglio di transizione meridionale (STC), Al-Zubaidi, 57 anni, è da tempo la voce principale del movimento separatista nel Sud dello Yemen. La sua figura ha spesso alimentato tensioni con il governo centrale, soprattutto sulla gestione delle risorse e il controllo di zone strategiche.

Il Consiglio presidenziale: un fragile equilibrio

Nato nell’aprile 2022, il Consiglio presidenziale guida la transizione politica dopo le dimissioni dell’ex presidente Abd Rabbo Mansour Hadi. Riunisce le principali fazioni yemenite e cerca di tenere insieme un paese diviso da anni di guerra e crisi umanitaria.

La rimozione di Al-Zubaidi rischia però di riaccendere vecchie tensioni tra il governo riconosciuto e i separatisti del Sud. Secondo alcuni osservatori locali, la mossa potrebbe peggiorare la già fragile situazione ad Aden e nelle province vicine, dove lo STC ha una forte presenza militare.

Reazioni a caldo e scenari in divenire

Dopo l’annuncio, i sostenitori di Al-Zubaidi non hanno tardato a far sentire la loro voce. Alcuni esponenti dello STC hanno definito la decisione “un atto ostile” e chiamato alla mobilitazione nelle città principali del Sud. “Non accetteremo questa ingiustizia”, ha detto un portavoce in una conferenza stampa ad Aden, poco dopo le 10 del mattino.

A livello internazionale, le cancellerie occidentali seguono con attenzione gli sviluppi. Un diplomatico europeo ad Aden ha commentato telefonicamente che “la situazione resta molto instabile” e che “ogni passo va valutato con attenzione per evitare di far salire la tensione”. Nessuna presa di posizione ufficiale invece dalle Nazioni Unite o dai principali attori regionali coinvolti.

Il peso di una crisi senza fine

Lo Yemen è uno dei fronti più complicati del Medio Oriente. Dal 2014 il paese è diviso tra il governo riconosciuto, sostenuto da una coalizione guidata dall’Arabia Saudita, e i ribelli Houthi che controllano la capitale Sana’a e gran parte del Nord. In questo quadro frammentato, il movimento separatista guidato da Al-Zubaidi ha rappresentato una terza forza capace di influenzare gli equilibri interni.

Per alcuni analisti locali, la destituzione potrebbe indebolire ancora di più il fronte governativo e dare spazio a nuove spinte separatiste nel Sud. “Il rischio è che la situazione diventi ancora più instabile”, spiega Ahmed Saeed, ricercatore all’Università di Aden. “Molto dipenderà da come si muoveranno le forze sul terreno e dalla capacità del Consiglio presidenziale di mantenere il controllo”.

Sud in bilico: un futuro tutto da scrivere

Al momento, Aidarus Al-Zubaidi non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche. Fonti vicine a lui raccontano che si troverebbe ancora ad Aden, sotto stretta sorveglianza. Ora spetta alla procura valutare le accuse e decidere se aprire un’inchiesta formale.

Intanto la gente osserva con inquietudine quello che succede. In alcune zone della città sono stati istituiti posti di blocco e aumentati i controlli. Il futuro politico del Sud dello Yemen resta incerto, mentre la crisi rischia di aprire nuovi fronti in un paese che da anni convive con conflitti e divisioni profonde.