Roma, 7 gennaio 2026 – Ieri mattina Papa Leone XIV ha ufficialmente chiuso il Giubileo della speranza, sigillando la Porta Santa della Basilica di San Pietro davanti a una folla immensa e alle più alte cariche dello Stato. Erano le 9.41 quando il Pontefice, inginocchiato davanti alla soglia, ha pronunciato parole di raccoglimento prima di compiere il gesto solenne. Al suo fianco, tra gli altri, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, presente in piazza con circa 3mila persone, secondo le stime della questura di Roma. La cerimonia ha segnato la fine di un anno che ha visto la Capitale attraversata da oltre 33 milioni di pellegrini, un numero che ha superato ogni previsione.
La chiusura della Porta Santa: un momento carico di emozione
All’alba dell’Epifania, piazza San Pietro era già piena di gente. Alle 9.41, Papa Leone XIV ha chiuso la Porta Santa, aperta il 24 dicembre 2024 da Papa Francesco, mettendo la parola fine al Giubileo della speranza. Prima di compiere il gesto, il Papa si è raccolto in silenzio, inginocchiato davanti alla soglia. “Ci accingiamo a chiudere questa Porta Santa varcata da una moltitudine di fedeli, sicuri che il buon Pastore tiene sempre aperta la porta del suo cuore per accoglierci tutte le volte che ci sentiamo stanchi e oppressi”, ha detto con voce ferma ma visibilmente emozionata.
La questura ha riferito che il flusso dei fedeli è stato costante per tutta la mattina. La Porta Santa verrà murata di nuovo tra una decina di giorni, come vuole la tradizione.
Un messaggio chiaro: pace e responsabilità
Durante l’omelia, Papa Leone XIV ha insistito sul valore della pace e sulla protezione dei più fragili. “Quante epifanie ci sono donate o stanno per esserci donate! Vanno però sottratte alle intenzioni di Erode, a paure sempre pronte a trasformarsi in aggressione”, ha avvertito, richiamando i fedeli a non lasciarsi travolgere dai conflitti che attraversano il mondo. “Amare la pace, cercare la pace, significa proteggere ciò che è santo e proprio per questo è nascente: piccolo, delicato, fragile come un bambino”.
Il Pontefice ha poi messo in guardia contro un’economia che “prova a trarre da tutto profitto”, invitando a riflettere su quanto il Giubileo abbia insegnato a vedere nel visitatore un pellegrino e nello sconosciuto un compagno di viaggio. “Dopo quest’anno, saremo più capaci di riconoscere nel visitatore un pellegrino, nello sconosciuto un cercatore, nel lontano un vicino?”, si è chiesto.
Milioni in cammino: i numeri che parlano
Nel corso della celebrazione, Papa Leone XIV ha ricordato come milioni di persone abbiano varcato la soglia della Chiesa durante l’Anno giubilare. “La porta santa di questa basilica, che oggi è stata chiusa, ha visto passare innumerevoli uomini e donne, pellegrini di speranza, in cammino verso la Città dalle porte sempre aperte”, ha detto. “Chi erano e cosa li spingeva? La ricerca spirituale dei nostri tempi ci interroga profondamente”.
Secondo i dati forniti da monsignor Rino Fisichella, responsabile dell’organizzazione del Giubileo, sono stati 33 milioni 475 mila 369 i pellegrini arrivati a Roma nell’ultimo anno. Un numero che ha superato le previsioni iniziali della facoltà di sociologia di Roma Tre, che stimavano circa 31 milioni.
Come sono stati raccolti i dati
Monsignor Fisichella ha spiegato che i numeri sono stati raccolti con vari metodi: una telecamera conta i passaggi alla Porta Santa di San Pietro, mentre nelle altre basiliche sono stati impiegati volontari per monitorare gli ingressi. Sono stati considerati anche i dati delle udienze e degli eventi ufficiali. Una novità di quest’anno è stata l’iscrizione obbligatoria per partecipare agli eventi principali, che ha permesso un controllo più preciso.
“La presenza dei pellegrini non ha tolto nulla a nessuno. Il Giubileo non è un investimento perso”, ha sottolineato monsignor Fisichella durante la conferenza stampa di chiusura.
Roma alle prese con una sfida senza precedenti
Per la città, il Giubileo ha rappresentato una sfida logistica e organizzativa enorme. Dalla gestione dei flussi nei punti chiave – via della Conciliazione, piazza San Pietro, le basiliche maggiori – fino al potenziamento dei servizi sanitari e di sicurezza. Fonti del Campidoglio confermano che non si sono registrati incidenti gravi durante i momenti più affollati.
Nel pomeriggio, mentre la gente si disperdeva lentamente per le vie del centro storico, rimaneva una domanda nell’aria: cosa resterà di questo anno giubilare? “È bello diventare pellegrini di speranza. Ed è bello continuare ad esserlo, insieme!”, aveva detto il Papa poco prima di chiudere la Porta Santa. Un invito che ora risuona tra le strade di Roma e nei cuori di chi è tornato a casa.
