La Banca centrale argentina conquista un prestito da 3 miliardi di dollari: una svolta cruciale per l’economia

La Banca centrale argentina conquista un prestito da 3 miliardi di dollari: una svolta cruciale per l'economia

La Banca centrale argentina conquista un prestito da 3 miliardi di dollari: una svolta cruciale per l'economia

Giada Liguori

Gennaio 7, 2026

Buenos Aires, 7 gennaio 2026 – La Banca centrale dell’Argentina ha annunciato oggi un importante prestito “Repo” da 3 miliardi di dollari ottenuto da sei istituti finanziari internazionali. Questa mossa serve a dare respiro all’istituto guidato da Santiago Bausili, che deve affrontare una scadenza imminente del debito estero. L’accordo, reso noto questa mattina, prevede il rimborso entro 372 giorni con un tasso d’interesse del 7,4%. Una boccata d’ossigeno in un periodo complicato per le riserve argentine.

3 miliardi in prestito: cosa c’è dietro l’operazione

La stessa Banca centrale argentina (Bcra) ha spiegato che si tratta di una classica operazione “Repo”: una vendita temporanea di titoli con l’impegno a riacquistarli in seguito. Sei banche hanno messo sul tavolo la liquidità necessaria, senza però rivelare i loro nomi. In cambio hanno ricevuto come garanzia titoli pubblici argentini. Il tasso del 7,4% rispecchia le condizioni attuali dei mercati internazionali, dove la fiducia verso l’Argentina è stata spesso messa alla prova negli ultimi anni.

Il prestito ha una durata poco superiore all’anno: 372 giorni per la precisione. Questo dà a Buenos Aires un po’ di respiro, soprattutto in vista delle prossime scadenze. La più urgente, secondo fonti del Ministero dell’Economia, è un rimborso da 4,2 miliardi di dollari previsto entro fine gennaio.

Riserve in calo, pressione crescente

L’operazione arriva in un momento delicato per l’economia argentina, alle prese con una crisi valutaria che ha eroso le riserve della Banca centrale. Gli ultimi dati ufficiali parlano di riserve nette intorno ai 22 miliardi di dollari a fine dicembre. Una cifra che gli analisti considerano troppo bassa per coprire gli impegni esteri senza ricorrere a nuovi finanziamenti.

“Questa operazione dimostra che l’Argentina può ancora accedere a strumenti di finanziamento a condizioni di mercato”, si legge nella nota diffusa dalla Bcra. Un messaggio chiaro soprattutto per gli investitori internazionali, dopo settimane di dubbi sulle capacità del Paese di rispettare le scadenze di gennaio.

Mercati in movimento, governo sotto pressione

L’annuncio ha subito mosso i mercati locali. Il peso argentino ha guadagnato qualche punto rispetto al dollaro nelle prime ore, mentre il rischio Paese, secondo JP Morgan, è sceso sotto quota 2.000 punti base per la prima volta da novembre. Gli operatori hanno accolto con favore la notizia, anche se restano forti i dubbi sulla sostenibilità del debito nel medio termine.

Fonti vicine al Ministero dell’Economia spiegano che il governo di Javier Milei sta lavorando a un piano più ampio per rafforzare le riserve e trattare nuove condizioni con il Fondo Monetario Internazionale. “Il prestito repo è solo una delle misure adottate dall’inizio della nuova amministrazione”, ha detto un funzionario che ha preferito restare anonimo.

Il futuro resta incerto

Nonostante il sollievo momentaneo, le incognite sull’economia argentina restano molte. Gli esperti ricordano che il debito estero continua a rappresentare un problema serio per la stabilità finanziaria del Paese. Secondo la società di consulenza EcoGo, solo nella prima metà del 2026 Buenos Aires dovrà rimborsare oltre 7 miliardi di dollari tra obbligazioni e prestiti multilaterali.

La Banca centrale assicura di voler rafforzare le riserve e mantenere la stabilità del sistema finanziario. “Stiamo lavorando su più fronti”, ha dichiarato il presidente Bausili in una breve intervista ai media locali. Per ora, la priorità è rispettare le scadenze più urgenti e dare fiducia ai mercati. Ma la strada è ancora in salita.