Marin Jelenic: il mistero dietro l’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio

Marin Jelenic: il mistero dietro l'omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio

Marin Jelenic: il mistero dietro l'omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio

Matteo Rigamonti

Gennaio 7, 2026

Bologna, 7 gennaio 2026 – Marin Jelenic, 36 anni, cittadino croato, è stato fermato con l’accusa di aver ucciso il capotreno Alessandro Ambrosio nella serata di lunedì 5 gennaio, vicino alla stazione centrale di Bologna. Un volto noto a chi frequenta e lavora nella zona ferroviaria, Jelenic era spesso visto aggirarsi tra i binari e le panchine, soprattutto intorno al primo binario, dove – dicono – cercava riparo e qualche spicciolo.

Un volto noto in stazione

Non era un passante qualsiasi. Marin Jelenic era una presenza fissa per chi ogni giorno lavora o transita nella stazione di Bologna Centrale. “Lo vedevamo spesso, a volte dormiva sulle panchine o si rifugiava negli angoli più caldi”, racconta un addetto alle pulizie che preferisce restare anonimo. Quando era ubriaco, spiegano gli operatori, diventava aggressivo, a volte anche violento. Le forze dell’ordine lo conoscevano bene. Tra il 2019 e il 2023, Jelenic ha accumulato diverse denunce: ubriachezza, possesso di armi improprie – come una spranga di ferro –, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.

Precedenti in diverse città

Nato a Zagabria il 20 marzo 1989, Jelenic aveva lasciato tracce anche fuori Bologna. Le segnalazioni a suo carico sono arrivate da Milano, Pavia, Lodi, Udine, Reggio Emilia e Modena. Nel 2023 è sparito dai radar della polizia italiana, forse per un ritorno in Croazia, ma nel 2025 le denunce sono ricominciate con regolarità. Più volte gli è stato notificato il foglio di via, un provvedimento che però non gli ha impedito di tornare nelle stazioni del Nord Italia.

Il giorno dell’omicidio

Gli investigatori dicono che la mattina del 5 gennaio Jelenic era stato identificato e allontanato dalla stazione di Bologna. Le telecamere lo mostrano mentre segue a distanza il capotreno Ambrosio, senza mai perderlo di vista, fino al parcheggio riservato delle ferrovie. “Era sempre dietro di lui”, spiegano fonti della polizia ferroviaria. Le immagini sono state analizzate solo dopo che è stato trovato il corpo di Ambrosio.

Fuga sui treni e arresto a Fiorenzuola

Dopo l’omicidio, Jelenic è salito su un treno regionale diretto a Milano senza biglietto. Anche lì ha creato problemi: si è comportato in modo aggressivo con passeggeri e personale. Il capotreno ha chiamato le forze dell’ordine e Jelenic è stato fatto scendere alla stazione di Fiorenzuola d’Arda, in provincia di Piacenza. I carabinieri lo hanno identificato e poi lasciato andare, perché ancora non si sapeva dell’omicidio avvenuto poche ore prima a Bologna.

Disturbi psichiatrici e vita ai margini

Fonti investigative parlano di possibili disturbi psichiatrici di Jelenic. Era noto anche in zona piazza XX Settembre, vicino alla stazione. Simone Ballini, 35 anni, gestore del bar tabaccheria AB, ricorda bene il suo volto: “Veniva spesso qui da noi per un caffè o per comprare i gratta e vinci. Non era una persona che si apriva, stava sulle sue”. Ballini ha riconosciuto Jelenic solo dopo aver visto la sua foto sui giornali: “Sono rimasto senza parole”.

Una vita segnata dalla solitudine e dalla violenza

Dal racconto che emerge, Jelenic è un uomo ai margini, con una lunga storia di episodi violenti e un evidente disagio sociale. Chi lo frequentava lo descrive come una presenza inquieta, spesso allontanata ma mai davvero esclusa dal cuore pulsante della città. In attesa di sviluppi giudiziari, resta il dramma di una morte improvvisa e la domanda su come un uomo così noto alle forze dell’ordine abbia potuto muoversi libero tra le stazioni del Nord Italia.