Milano, 7 gennaio 2026 – La Borsa di Milano ha invertito rotta nel primo pomeriggio di oggi, lunedì 7 gennaio, chiudendo in calo dopo una mattinata tranquilla. Il principale indice di Piazza Affari, il Ftse Mib, ha terminato la giornata in flessione dello 0,33%, a 45.660 punti. A pesare sul ribasso sono stati soprattutto i titoli del settore energetico, penalizzati dal nuovo calo del prezzo del petrolio, innescato dalle tensioni geopolitiche legate alla destituzione di Nicolás Maduro in Venezuela.
Petrolio giù, titoli energetici in affanno
Le quotazioni del petrolio hanno subito un’altra battuta d’arresto nelle ultime ore: il Brent ha toccato poco sopra i 75 dollari al barile intorno alle 15:30. Dietro questo movimento c’è l’incertezza internazionale. La destituzione di Maduro, confermata dal Parlamento venezuelano nella notte, ha riacceso i timori su possibili ripercussioni in Sud America e sulle forniture globali. Così, i titoli petroliferi hanno pagato dazio: Saipem ha perso il 4,1%, Tenaris il 4%, mentre Eni ha lasciato sul terreno il 3,8%. “Il mercato teme nuove tensioni nei paesi produttori”, ha spiegato un analista di Banca Akros contattato nel primo pomeriggio.
Moda e banche in affanno
Non è andata meglio per il settore della moda, che ha visto vendite pesanti: Moncler ha chiuso a -3,5%, Brunello Cucinelli a -2,2%. Gli operatori puntano il dito su prese di beneficio dopo i recenti rialzi e sulle incertezze legate ai dati di vendita del periodo natalizio. Nel comparto bancario, le vendite hanno colpito soprattutto Popolare di Sondrio (-1,99%), Bper Banca (-1,6%) e Monte dei Paschi di Siena (-1,16%). “Il clima resta prudente in attesa delle prossime mosse della BCE”, ha commentato un trader milanese poco prima della chiusura.
Italgas e difesa in controtendenza
A fare da contraltare è stata Italgas, con un balzo del 5,8%. Il titolo ha beneficiato dell’annuncio di Snam: è partito questa mattina il collocamento di un green bond convertibile in azioni Italgas, che ha subito attirato l’attenzione degli investitori istituzionali. Bene anche il settore della difesa: Leonardo ha guadagnato il 2,9%, mentre Fincantieri ha segnato un +1,9%. Secondo alcuni operatori, in una fase così incerta la domanda di titoli difensivi resta alta.
Spread stabile, rendimenti in calo
Sul fronte dei titoli di Stato italiani, la giornata si è chiusa senza scossoni particolari. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è rimasto stabile a 69 punti base. Il rendimento del decennale italiano è sceso al 3,49%, segnando un lieve calo rispetto alla chiusura precedente. Gli operatori sottolineano come, nonostante le tensioni geopolitiche, il clima sui mercati obbligazionari resti tranquillo.
Gli operatori: prudenza e attenzione
In sala operativa, il sentimento dominante è la cautela all’inizio del nuovo anno. “Si guarda con molta attenzione agli sviluppi internazionali – spiega un gestore di una primaria Sgr milanese – e la volatilità potrebbe crescere nei prossimi giorni”. Tutti gli occhi sono puntati sulle prossime mosse delle banche centrali e sull’evolversi della situazione in Venezuela.
La seduta odierna si chiude quindi con un bilancio misto per la Borsa di Milano, tra prese di beneficio e qualche spunto selettivo. Domani l’apertura dei mercati sarà ancora una volta influenzata dalle notizie geopolitiche e dall’andamento delle materie prime.
