Oro in calo: il prezzo scende a 4.448,18 dollari l’oncia

Oro in calo: il prezzo scende a 4.448,18 dollari l'oncia

Oro in calo: il prezzo scende a 4.448,18 dollari l'oncia

Giada Liguori

Gennaio 7, 2026

Milano, 7 gennaio 2026 – I metalli preziosi partono in ribasso sui mercati internazionali. Questa mattina l’oro spot si scambia a 4.448 dollari l’oncia, in calo dello 0,91% rispetto alla chiusura di ieri. Segue la stessa strada anche l’argento, che perde terreno in modo più deciso, scendendo a 78,68 dollari l’oncia, con un calo del 2,98%. Un avvio incerto, che riflette la prudenza degli investitori e le oscillazioni nelle principali piazze finanziarie.

Oro e argento: i numeri della mattinata

Alle 9.30 ora italiana i terminali delle grandi banche d’affari segnalano un clima di prudenza. L’oro, tradizionale bene rifugio, è sceso sotto la soglia dei 4.450 dollari l’oncia. Secondo gli analisti di Goldman Sachs, il calo è frutto di prese di profitto dopo il rally di fine 2025 e delle attese per i prossimi dati macroeconomici dagli Stati Uniti. “Il mercato sta cercando un nuovo equilibrio”, spiega un operatore dalla City di Londra, notando come la volatilità sia salita nelle ultime settimane.

Più marcata la discesa dell’argento, che in poche ore ha perso quasi tre punti percentuali. Il metallo, molto usato anche nell’industria tecnologica, risente della domanda industriale debole e del rafforzamento del dollaro. “Gli investitori stanno aggiustando le proprie posizioni in vista delle prossime mosse della Federal Reserve”, commenta un trader di Francoforte.

Perché scendono i prezzi dei metalli preziosi

Dietro al calo ci sono diversi fattori. Da un lato il rafforzamento del dollaro statunitense, che rende oro e argento più cari per chi compra in altre valute. Dall’altro, le aspettative di possibili aumenti dei tassi d’interesse negli Usa. La prospettiva di una stretta monetaria spinge molti a ridurre l’esposizione sui beni rifugio.

“Si guarda con attenzione ai dati sull’inflazione americana in arrivo giovedì”, spiega un analista di JP Morgan. “Se dovessero sorprendere in rialzo, oro e argento potrebbero subire ulteriori pressioni al ribasso”. In questo quadro, anche le tensioni geopolitiche sembrano avere un ruolo secondario. “Al momento, sono le dinamiche finanziarie a dominare”, aggiunge la stessa fonte.

Mercati in attesa: cosa dicono gli esperti

In Asia la giornata è partita con volumi bassi e molta cautela. A Hong Kong si sono registrati ordini di vendita già nelle prime ore. A New York si attende l’apertura ufficiale per capire se la tendenza negativa proseguirà o se arriveranno acquisti di occasione.

Gli esperti di UBS sottolineano che la situazione resta incerta: “Il supporto tecnico per l’oro è intorno ai 4.400 dollari l’oncia – si legge in una nota – mentre per l’argento il livello chiave è sui 78 dollari”. Solo un calo sotto queste soglie potrebbe spingere a vendite più consistenti.

Strategie degli investitori: tra prudenza e attesa

In questo scenario, molti gestori stanno rivedendo le proprie mosse. Alcuni fondi hanno già tagliato l’esposizione ai metalli preziosi nelle ultime settimane, puntando su asset più legati alla crescita globale. “Stiamo seguendo con attenzione le decisioni delle banche centrali”, confida un gestore milanese, che preferisce restare anonimo. “Per ora nessuno si espone troppo: la parola d’ordine è prudenza”.

Resta da capire se il calo di oggi sia solo una pausa o l’inizio di una fase di debolezza più lunga per oro e argento. Tutti gli occhi sono puntati sui prossimi dati economici e sulle mosse delle autorità monetarie.

Il futuro dei metalli preziosi: tra attese e incertezze

Guardando avanti, gli analisti non escludono nuovi scossoni. La volatilità potrebbe crescere in vista delle riunioni della Federal Reserve e della Banca Centrale Europea, previste entro fine mese. “Il mercato dei metalli preziosi resta molto sensibile a ogni segnale che arriva dalle banche centrali”, ricorda un economista romano.

Per ora la giornata si apre con il segno meno per oro e argento. Un’immagine che racconta bene l’incertezza che tiene banco nei mercati globali all’inizio del 2026, tra dati attesi e strategie ancora da definire.