Parigi, 7 gennaio 2026 – La Francia, insieme ai suoi partner europei, sta preparando un piano di risposta diplomatica nel caso in cui gli Stati Uniti dovessero andare avanti con la minaccia di comprare la Groenlandia. A dirlo è stato oggi il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, durante un incontro con la stampa al Quai d’Orsay, cuore della diplomazia parigina. La questione, che nelle ultime settimane ha agitato le capitali europee, si inserisce in un clima di tensione crescente tra Washington e i Paesi del Vecchio Continente.
Francia e UE: pronti a rispondere insieme
“Qualunque siano le minacce e da dove vengano, abbiamo cominciato a prepararci al Quai d’Orsay per rispondere, ma non da soli”, ha detto Barrot, lasciando intendere che la Francia non vuole muoversi in solitaria. Parigi sta lavorando a stretto contatto con gli altri Stati membri dell’Unione Europea per mettere a punto una strategia comune. Fonti diplomatiche francesi, sentite nel primo pomeriggio, confermano che sono in corso consultazioni informali con Berlino, Roma e Bruxelles.
Il timore, secondo quanto emerge da ambienti vicini al ministero degli Esteri, è che una mossa americana sulla Groenlandia possa aprire un pericoloso precedente per gli equilibri geopolitici dell’Artico. “Non possiamo permettere che si apra una stagione di acquisizioni forzate”, ha detto un funzionario francese, che ha chiesto di restare anonimo.
Groenlandia, il cuore delle tensioni transatlantiche
La Groenlandia, territorio autonomo danese ricco di risorse naturali e posizionato strategicamente tra l’Atlantico e il Polo Nord, è tornata al centro dell’attenzione dopo le recenti dichiarazioni di alcuni esponenti dell’amministrazione statunitense. Fonti americane raccontano che Washington sta valutando “tutte le opzioni” per rafforzare la propria presenza nell’area, compresa – almeno sulla carta – l’acquisizione del territorio.
La notizia ha scatenato reazioni immediate a Copenaghen e Bruxelles. Il governo danese ha ribadito che “la Groenlandia non è in vendita”, mentre la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha parlato di una “preoccupazione condivisa” tra i Paesi europei. In questo scenario, la posizione della Francia si allinea a quella degli altri grandi Stati UE.
Consultazioni serrate tra le capitali europee
Negli ultimi due giorni i contatti tra le principali capitali europee si sono fatti più intensi. Stamattina a Parigi si è svolto un incontro ristretto tra il ministro Barrot e i suoi omologhi di Germania e Italia, collegati in videoconferenza. Al centro del confronto, dicono fonti diplomatiche francesi, c’è la necessità di “mantenere una posizione ferma e unita” nei confronti degli Stati Uniti.
“Non è solo una questione di Groenlandia – spiega un alto funzionario del Quai d’Orsay – ma riguarda la difesa dell’integrità territoriale europea e il rispetto del diritto internazionale”. Nei corridoi della diplomazia parigina il clima è “attento ma determinato”. Al momento nessuno sembra intenzionato a cedere alle pressioni o ad accelerare i tempi.
La NATO e le tensioni internazionali
Sul fronte internazionale, la vicenda potrebbe avere ripercussioni anche all’interno della NATO. La Groenlandia ospita già alcune basi militari statunitensi, come quella di Thule. Un eventuale cambio di status del territorio potrebbe complicare i rapporti tra gli alleati. Fonti vicine all’Alleanza Atlantica confermano che il tema sarà affrontato nella prossima riunione dei ministri della Difesa, in programma a Bruxelles il 15 gennaio.
Intanto, dal governo danese arriva una “preoccupazione crescente” per le possibili conseguenze economiche e politiche di una crisi sull’asse transatlantico. “Siamo in stretto contatto con i nostri partner europei”, ha detto un portavoce del ministero degli Esteri di Copenaghen.
Cosa succederà ora?
Per ora, gli Stati Uniti non hanno preso una decisione ufficiale sulla Groenlandia. Ma la sola ipotesi di un’acquisizione forzata ha già messo in allerta le diplomazie europee. La Francia – come ha confermato il ministro Barrot – continuerà a lavorare per una risposta coordinata con gli altri Paesi UE. Nei prossimi giorni sono attesi nuovi incontri tecnici a Bruxelles e Parigi.
Resta da vedere se Washington deciderà di andare fino in fondo o se prevarrà il dialogo. Intanto, la Groenlandia resta il fulcro di una partita geopolitica che coinvolge direttamente l’Europa e potrebbe cambiare gli equilibri nell’Artico.
