New York, 7 gennaio 2026 – Le quotazioni del petrolio hanno segnato un nuovo calo oggi, con il prezzo del barile che ha perso l’1,63%, attestandosi a 56,19 dollari sul mercato di New York. Un segnale che traduce le incertezze degli operatori e le tensioni che da settimane agitano i mercati energetici internazionali.
Petrolio in discesa: cosa sta succedendo davvero
Gli esperti di Wall Street spiegano che il calo è frutto di più fattori insieme. Da una parte, le scorte negli Stati Uniti sono aumentate, come confermato dai dati diffusi ieri dall’Energy Information Administration. Dall’altra, c’è la domanda globale che resta debole, nonostante qualche segnale di ripresa in certe economie asiatiche. “Il mercato si muove con cautela – dice Mark Evans, senior analyst di JP Morgan –. Gli investitori temono che la domanda non torni ai livelli pre-pandemia nel breve periodo”.
A fare pressione sui prezzi ci sono anche le parole dell’OPEC+, che ha confermato l’intenzione di mantenere la produzione stabile almeno fino al prossimo trimestre. Per molti osservatori, questa decisione potrebbe tenere il prezzo del greggio sotto pressione. “Non si vedono tagli all’orizzonte – aggiunge Evans – e questo spinge diversi operatori a vendere”.
Effetti sui mercati e sulle economie
Il calo del petrolio a New York si riflette anche nelle principali borse europee e asiatiche. A Piazza Affari, il settore energetico ha aperto in leggero ribasso: Eni ha perso lo 0,8% nelle prime contrattazioni, mentre Saipem ha lasciato sul terreno lo 0,6%. A Londra, BP e Shell hanno registrato variazioni simili. Gli investitori restano cauti, in attesa di capire se questa tendenza negativa continuerà nei prossimi giorni.
A livello internazionale, il prezzo più basso potrebbe pesare sui paesi esportatori. In Arabia Saudita e Russia, i governi seguono con attenzione l’andamento del mercato: entrambi hanno costruito i loro bilanci su una media annua superiore ai 60 dollari al barile. “Se il prezzo resta sotto questa soglia – spiega una fonte del ministero dell’Energia saudita – potrebbero servire nuove misure per contenere la spesa”.
Domanda globale sotto la lente
Al centro della scena c’è la domanda globale di petrolio. L’ultimo rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia prevede una crescita dei consumi per il 2026 più bassa del previsto: si parla di un aumento di appena 1 milione di barili al giorno rispetto al 2025. Un dato che pesa sulle aspettative degli operatori e spinge molti fondi a rivedere al ribasso le loro strategie sul settore energetico.
In Asia, la Cina resta un’incognita. Dopo la ripresa nel secondo semestre del 2025, Pechino ha rallentato gli acquisti nelle ultime settimane. “Il governo cinese punta sempre più sulle energie rinnovabili e riduce gradualmente la dipendenza dal petrolio”, spiega Chen Li, analista della China National Petroleum Corporation. Una mossa che potrebbe influire ulteriormente sulla domanda mondiale.
Sul mercato e le possibili evoluzioni
Sul floor del New York Mercantile Exchange, la giornata è partita in un clima di attesa. Alle 9.30 locali, il prezzo del WTI mostrava già un calo rispetto alla chiusura del giorno prima. Alcuni trader parlano di “vendite tecniche”, altri indicano nella forza del dollaro un elemento chiave. “Quando il biglietto verde si rafforza – racconta un operatore di Morgan Stanley – il petrolio tende a scendere perché diventa più caro per chi compra in altre valute”.
Gli esperti non escludono altre oscillazioni nelle prossime settimane. Molto dipenderà dalle mosse dell’OPEC+ e dagli sviluppi geopolitici in Medio Oriente. Per ora, il calo di oggi viene letto come un segnale di prudenza: “Gli operatori aspettano dati più chiari sulla domanda – conclude Evans –. Solo allora si potrà capire se questa tendenza è destinata a durare o se sarà solo un passaggio momentaneo”.
In attesa di nuovi sviluppi, il prezzo del petrolio resta sotto stretto controllo. Gli occhi degli investitori sono puntati sulle prossime mosse dei grandi produttori e sull’andamento della domanda globale. Per ora, la parola d’ordine è prudenza.
