Potere d’acquisto in crescita: il risparmio raggiunge livelli record dal 2009

Potere d'acquisto in crescita: il risparmio raggiunge livelli record dal 2009

Potere d'acquisto in crescita: il risparmio raggiunge livelli record dal 2009

Giada Liguori

Gennaio 7, 2026

Roma, 7 gennaio 2026 – Nel terzo trimestre del 2025, arrivano dati inaspettati dall’Istat: il potere d’acquisto e la propensione al risparmio delle famiglie italiane hanno fatto un salto in avanti, toccando livelli che non si vedevano dal 2009, esclusi i mesi della pandemia. Eppure, la spesa per consumi finali resta ancora fiacca, segno che le famiglie continuano a camminare coi piedi di piombo.

Reddito e potere d’acquisto: un passo avanti

L’Istat segnala un aumento del 2% nel reddito disponibile delle famiglie rispetto al trimestre precedente. Il potere d’acquisto, quello che conta davvero per comprare beni e servizi, è cresciuto dell’1,8%. In pratica, le famiglie hanno più soldi in mano, tenendo conto dell’inflazione. Ma attenzione: “Si vedono segnali di ripresa, ma le famiglie restano prudenti nei consumi”, dice un analista dell’Istituto. Insomma, il contesto incerto pesa ancora sulle scelte quotidiane.

Risparmiare più che mai dal 2009

La quota di reddito che le famiglie mettono da parte, la cosiddetta propensione al risparmio, è salita all’11,4%, con un aumento di 1,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Escludendo gli anni duri della pandemia, è il livello più alto dal 2009. Un economista della Banca d’Italia commenta: “È un segnale chiaro: si preferisce mettere soldi da parte invece di spenderli”. Dietro questa scelta c’è la paura di colpi futuri e una fiducia ancora fragile nella ripresa.

Consumi ancora al palo

Nonostante i redditi in crescita, la spesa per consumi finali è aumentata appena dello 0,3%. Un passo troppo piccolo per parlare di vera ripresa. “Anche con più soldi, molti rinviano acquisti importanti”, spiega una consulente finanziaria di Milano. La crescita riguarda soprattutto beni essenziali e servizi per la casa, mentre restano fermi settori come viaggi e beni durevoli.

Perché si risparmia e non si spende

Dietro questo quadro c’è l’ombra dell’inflazione, che pure ha rallentato rispetto agli anni scorsi, ma continua a influenzare le aspettative. “Si teme ancora il rischio di nuovi aumenti o spese impreviste”, racconta una commerciante romana. Anche il lavoro non spinge all’ottimismo: la disoccupazione è sotto controllo, ma tanti lavorano con contratti precari, spingendo a mettere da parte qualche soldo in più.

Pandemia e futuro: cosa ci aspetta

Il dato sul risparmio ricorda i mesi più difficili della pandemia, quando si risparmiava per forza, con le restrizioni e la paura. Oggi, però, è diverso: “Non è un blocco imposto, ma una scelta consapevole di prudenza”, osserva un docente di economia dell’Università di Bologna. Ora si guarda a quello che succederà nei prossimi mesi, soprattutto con i tagli al cuneo fiscale annunciati dal governo, che potrebbero dare nuova spinta ai consumi.

Le reazioni dal mondo economico

Le associazioni dei consumatori accolgono i numeri con un misto di ottimismo e cautela. “È positivo che le famiglie riescano a risparmiare, ma serve far ripartire i consumi per far crescere l’economia”, dice Massimiliano Dona dell’Unione Nazionale Consumatori. Anche Confindustria sottolinea l’importanza di ritrovare fiducia: “Senza una domanda interna più forte, la crescita rischia di restare debole”, commenta un portavoce.

In breve, il quadro dell’Istat racconta di una popolazione divisa tra speranza e prudenza. Più soldi in tasca, certo, ma ancora poche spese fuori dall’essenziale. Adesso tutti aspettano di vedere se, nei prossimi mesi, il vento potrà davvero cambiare.