Roma, 7 gennaio 2026 – Il prezzo della benzina in Italia continua a scendere, arrivando ieri a 1,645 euro al litro, il livello più basso dal 22 dicembre 2022. A diffondere il dato è stata Staffetta Quotidiana, che ha preso come riferimento le rilevazioni dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Nel frattempo, però, il gasolio prende una strada diversa: da inizio gennaio, con la nuova aliquota sulle accise, il diesel è salito a 1,668 euro al litro, superando la benzina di più di due centesimi.
Prezzi in dettaglio: tra compagnie e pompe bianche
I dati raccolti ieri mattina alle 8, su circa 20mila distributori in tutta Italia, mostrano la benzina self service a 1,645 euro/litro, in calo di 5 millesimi rispetto al giorno prima. Le compagnie petrolifere la vendono in media a 1,644 euro, mentre le “pompe bianche” – i distributori indipendenti – si fermano a 1,648 euro. Il diesel self service, invece, sale leggermente a 1,668 euro/litro (+2 millesimi): nelle compagnie arriva a 1,675 euro, nelle pompe bianche a 1,653 euro.
Chi preferisce il rifornimento servito vede qualche differenza. La benzina servita scende a 1,792 euro/litro (-6 millesimi), con prezzi fino a 1,830 euro nelle compagnie e 1,721 euro nelle pompe bianche. Il diesel servito invece sale a 1,807 euro/litro (+4 millesimi), con una forbice tra compagnie (1,852 euro) e pompe bianche (1,722 euro).
GPL e metano: poco cambia, ma il metano lievita
Tra i carburanti alternativi, il GPL servito resta stabile a 0,688 euro/litro. Il metano servito, invece, segna un piccolo aumento, arrivando a 1,395 euro/kg: le compagnie lo vendono fino a 1,411 euro, le pompe bianche a 1,382 euro. Il prezzo del GNL (gas naturale liquefatto) scende invece un po’, a 1,213 euro/kg.
Autostrade: prezzi sempre più alti
Sulle autostrade italiane i prezzi sono più cari rispetto alla media nazionale. La benzina self service si paga 1,741 euro/litro, mentre il servito schizza a 2,008 euro/litro. Il gasolio self service tocca 1,767 euro/litro, con il servito che supera quota due euro, a 2,034 euro/litro. Anche per il GPL (0,830 euro/litro) e il metano (1,486 euro/kg) i prezzi restano più alti rispetto ai distributori in città.
Regioni fuori dal coro: la benzina supera il diesel
Nonostante il calo generale, alcune regioni mostrano andamenti diversi. Una rielaborazione di Assoutenti sui dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy evidenzia che in Sicilia la benzina costa 1,684 euro al litro, mentre il diesel si ferma a 1,676 euro/litro: una differenza di 0,8 centesimi a favore del gasolio. Situazione simile in Campania, dove la benzina è mezzo centesimo più cara del diesel (1,651 contro 1,646 euro/litro). In Basilicata i prezzi sono praticamente uguali.
In Toscana, invece, la benzina costa quasi cinque centesimi meno del diesel. A livello nazionale, la differenza media è di circa 2,5 centesimi a favore della benzina.
Assoutenti lancia l’allarme: “Serve più controllo sui prezzi”
“I nostri sospetti sulla corretta applicazione della riforma delle accise sui carburanti trovano conferma nei dati del Mimit”, ha detto Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti. “Chiediamo al Ministero e a Mister Prezzi una vigilanza severa, perché anche un piccolo mancato calo della benzina alla pompa pesa sulle tasche di tantissimi consumatori”.
Secondo l’associazione, le anomalie nei prezzi regionali deriverebbero proprio dal riallineamento delle accise entrato in vigore il primo gennaio. Una situazione che rischia di creare confusione tra gli automobilisti e di mettere in difficoltà alcune categorie di utenti.
Che succederà nelle prossime settimane?
Gli operatori del settore aspettano ora eventuali mosse da parte delle autorità. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy non ha ancora commentato ufficialmente le anomalie segnalate dai consumatori. Intanto i prezzi alla pompa restano sotto osservazione. Quel che succederà dipenderà molto dall’andamento delle quotazioni internazionali e da eventuali nuovi interventi sulle accise.
Per ora, tra aumenti e cali, il quadro è quello di un mercato ancora incerto. E gli automobilisti italiani continuano a fare i conti con differenze anche importanti da una regione all’altra.
