Houston, 7 gennaio 2026 – Il 2026 si preannuncia un anno decisivo per l’esplorazione privata della Luna. Almeno quattro lander robotici made in Usa sono pronti a tentare l’allunaggio, mentre la NASA prepara la missione Artemis 2, che dovrebbe portare astronauti in orbita lunare entro febbraio. Il calendario è fitto, con ambizioni industriali e nuove tecnologie che spingono sempre più aziende private a sfidarsi per conquistare il nostro satellite.
Blue Origin apre le danze con il primo lander privato
A rompere il ghiaccio sarà la Blue Origin di Jeff Bezos. Il suo lander dimostrativo, il Blue Moon Mark 1, partirà a inizio anno a bordo del nuovo razzo New Glenn. Questa missione è una sorta di prova generale: servirà a mettere alla prova le tecnologie che dovranno poi equipaggiare il lander cargo vero e proprio. Il veicolo sarà capace di trasportare fino a 3.000 chili di carico e supporterà le missioni future, sia pubbliche sia private.
La scelta è caduta sul polo Sud della Luna, un’area di grande interesse per la scienza, grazie ai crateri in ombra perenne dove si trova ghiaccio d’acqua. A bordo ci sarà anche uno strumento della NASA, pensato per studiare come i gas di scarico dei motori interagiscono con la superficie lunare. “Vogliamo capire come i nostri mezzi cambiano il suolo lunare”, ha spiegato un portavoce dell’agenzia.
Firefly punta al lato nascosto: una sfida da brividi
Nel secondo trimestre toccherà a Firefly Aerospace, azienda texana che lo scorso marzo ha già portato a termine una missione lunare. Stavolta il suo lander Blue Ghost M2 cercherà di atterrare sul lato nascosto della Luna: un’impresa difficile, riuscita finora solo alla Cina con la missione Chang’e 4.
A bordo del Blue Ghost M2 ci sarà anche il satellite Lunar Pathfinder dell’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea. Il satellite avrà il compito di garantire comunicazioni intorno alla Luna, un tassello fondamentale per agevolare le future missioni robotiche e umane. “Un passo avanti cruciale per costruire un’infrastruttura stabile attorno al nostro satellite”, ha detto un ingegnere ESA coinvolto.
Intuitive Machines e Astrobotic: pronti a riscattarsi
Nella seconda metà dell’anno toccherà invece a due aziende americane che vogliono lasciarsi alle spalle i fallimenti passati: Intuitive Machines e Astrobotic.
Intuitive Machines lancerà il lander IM-3. I due precedenti lander si erano ribaltati subito dopo l’atterraggio, compromettendo gli esperimenti a bordo. “Abbiamo imparato dai nostri errori”, ha ammesso il CEO Steve Altemus durante una conferenza a Houston.
Quasi in contemporanea partirà anche il lander Griffin-1 di Astrobotic. Nel 2024 l’azienda di Pittsburgh aveva tentato con il veicolo Peregrine, ma il lancio era fallito a causa di un guasto tecnico che ha impedito di uscire dall’orbita terrestre. Ora, con Griffin-1, puntano a completare finalmente una missione lunare di successo.
Luna tra sfida e collaborazione: il futuro è privato e pubblico insieme
Dietro questa gara ai lander privati c’è un disegno più grande: costruire una presenza stabile sulla Luna, in vista di basi permanenti e attività di estrazione. La NASA osserva da vicino e spesso collabora, fornendo strumenti scientifici e supporto logistico alle aziende coinvolte. “Il futuro dell’esplorazione lunare passa anche dal settore privato”, ha dichiarato Bill Nelson, capo dell’agenzia americana.
Il 2026 potrebbe diventare l’anno della svolta. Non solo per la tecnologia, ma anche per il modello economico che guiderà le missioni oltre la Terra. Se tutto andrà bene, la Luna diventerà un laboratorio condiviso tra pubblico e privato, con conseguenze importanti per la scienza, l’industria e la geopolitica.
