Palermo, 7 gennaio 2026 – Con l’ok all’articolo 37 della finanziaria siciliana, la Regione lancia da oggi un pacchetto di incentivi e mutui a tasso zero dedicati alle giovani coppie che decidono di investire nel recupero degli immobili nei centri storici dell’Isola. Dietro questa misura c’è il sostegno del presidente Renato Schifani e il favore di deputati come Riccardo Gennuso, Luisa Lanteri (Forza Italia) e Carlo Auteri (Democrazia Cristiana). L’obiettivo è chiaro: dare nuova vita al tessuto sociale ed economico delle comunità locali.
Mutui senza interessi per rifare il centro storico
Al centro della norma c’è l’azzeramento totale degli interessi sui mutui fino a 300 mila euro per lavori di restauro, recupero e riqualificazione degli edifici storici. Un aiuto pensato per far ripartire la vita nei centri storici, spesso svuotati e trascurati. “Questa è una misura che conta, sia socialmente che economicamente – spiega Gennuso – perché punta sui giovani, sulle famiglie e su chi vuole restare o tornare a investire in Sicilia”.
Chi vuole approfittarne deve rientrare in alcune condizioni: la misura è rivolta a coppie under 35, con un Isee fino a 40 mila euro, che acquistano la prima casa e si impegnano a stabilirvi la residenza. Un punto chiave, pensato proprio per fermare l’esodo verso le grandi città o l’estero.
Risparmio energetico e sicurezza, priorità per gli immobili
Non si tratta solo di comprare e sistemare case. La legge offre anche incentivi extra per chi vuole migliorare l’efficienza energetica degli edifici, puntando alle classi A1-A4. Un modo per tagliare i costi in bolletta e rispettare l’ambiente. E c’è di più: sono previsti fondi anche per la messa in sicurezza antisismica, un tema che in Sicilia fa sempre paura.
“Ridare vita e dignità ai centri storici, spesso lasciati all’abbandono, è un passo concreto per far ripartire le nostre comunità”, dice Lanteri. Per Auteri, questa è una “priorità strategica” per fermare lo spopolamento e ridare forza ai paesi. L’intento è chiaro: invertire la rotta che ha svuotato tanti borghi e lasciato interi quartieri nel degrado.
I sindaci applaudono: una speranza per l’entroterra
La novità ha trovato subito il consenso di molti sindaci delle zone interne della Sicilia, che chiedevano da tempo risposte per fermare la fuga di residenti. A Noto, il sindaco Corrado Bonfanti parla di “una boccata d’aria fresca per il centro storico”. Anche a Caltagirone si guarda con interesse alle nuove chance per rimettere in piedi le case vuote.
Secondo l’assessorato regionale alle Infrastrutture, negli ultimi dieci anni oltre 120 piccoli comuni siciliani hanno perso tra il 10 e il 20 per cento della popolazione. “Solo così si capisce quanto sia urgente intervenire”, ammette un funzionario. Il nuovo pacchetto punta proprio a fermare questa emorragia.
Tra speranze e ostacoli: cosa aspettarsi
Resta da vedere quanto la misura riuscirà davvero a cambiare il mercato immobiliare locale. Le prime stime parlano di circa 2.000 coppie potenzialmente interessate ogni anno. Ma c’è chi mette in guardia: servono procedure più semplici per accedere ai fondi. “La buona volontà c’è – dice un agente immobiliare di Ragusa – ma serve chiarezza sulle tempistiche”.
Il governo regionale promette controlli stretti sulla residenza degli acquirenti e sull’uso reale degli immobili. Nei prossimi mesi arriveranno i decreti attuativi che spiegheranno come e quando presentare le domande.
Nel frattempo, la Sicilia punta su un modello che unisce aiuto ai giovani, valorizzazione del patrimonio storico e rilancio delle comunità. Un banco di prova importante per il futuro dei borghi dell’Isola.
